di Lorenza Genchi

1.L’Istituto

Nel 1905 viene fondato a Bari, ad opera di don Beniamino Bux, un orfanotrofio con lo scopo di “raccogliere i ragazzi, privati dei genitori, dalla strada dove talvolta restano esposti a tutti i pericoli”. L’iniziativa, sostenuta da più parti, viene affidata ai Padri Salesiani di don Bosco, profondi conoscitori dei problemi che colpiscono la gioventù povera ed abbandonata.

L’edificio sorge “fuori dall’abitato cittadino, in un’area di circa tredicimila metri quadrati” e accoglie ragazzi orfani di entrambi i genitori. Sono istituite prima le scuole di arti e mestieri, successivamente anche le scuole elementari ed il ginnasio inferiore. Nel 1910, a causa dell’epidemia di colera, l’Istituto, requisito dal Comune, è adibito a lazzaretto. Rilasciato, dopo una lunga ed estenuante lotta, viene nuovamente occupato nel 1915 dalle autorità militari che vi stabiliscono l’ospedale per i feriti di guerra. Terminato il primo conflitto mondiale, è la Provincia ad impadronirsi dell’edificio e a trasformarlo in ospedale contumaciale. Lunghe trattative e, soprattutto, l’autorevole intervento della regina Margherita permettono ai Padri Salesiani di riprendere il possesso dell’Istituto. Il direttore, don Federico Emanuel, con grande abilità ed intelligenza e superando le difficoltà economiche del momento, avvia i lavori di restauro dell’orfanotrofio, raccoglie egli stesso dalla strada ragazzi abbandonati e derelitti e diventa promotore di un nuovo e fecondo periodo per tutta l’Opera salesiana della città di Bari.

L’attività principale che l’istruzione svolge sono i “laboratori” di meccanica, falegnameria, tipografia, legatoria, sartoria e calzoleria che, nati in forma embrionale nel 1906, assumono con don Federico Emanuel una fisionomia tipicamente professionale, diventando nel 1946 delle vere e proprie scuole, meglio rispondenti alle esigenze della moderna tecnica. Le scuole professionali nascono nell’Opera salesiana come risposta ad una delle più veementi aspirazioni di don Bosco mirante all’elevazione dei figli del popolo, appartenenti alla classe operaia che egli stesso “(…) raccoglieva dalla strada per dare loro un mestiere, un’arte, oltre ad una formazione morale e religiosa che ne facesse tanti lavoratori completi da innestare nella società moderna” (E. Briano, Scuole professionali salesiane in Opera Salesiana, cit., p. 14.).

Negli anni Cinquanta si istituiscono la Schola Cantorum, famosa per le impeccabili esecuzioni polifoniche, e la banda musicale, composta da 60 strumenti suonati tutti dai ragazzi della scuola, chiamata ad accompagnare le processioni, i cortei e le sfilate nelle manifestazioni pubbliche e religiose della città.

Importante è anche l’attività sportiva, fattore fondamentale per il buon andamento dell’Istituto. 

 

2. L’Oratorio

L’Oratorio Salesiano “Redentore” sorge insieme all’Istituto come struttura a disposizione dei giovani del quartiere. Il suo scopo è di occupare i giovani nel tempo libero, dando contemporaneamente un contributo alla loro formazione morale e religiosa.

Un mezzo privilegiato di educazione è lo sport. Sin dalle origini l’Oratorio “Redentore” costituisce un punto di riferimento per il CSI e per il CONI in tutte le manifestazioni sportive, fino ai recenti Giochi della Gioventù, che interessano la città, la provincia e la stessa regione.

È stato spesso sede di campionati e finali provinciali e regionali per la pallavolo, la pallacanestro, il calcio, il tennis da tavolo.

Negli anni Sessanta, sotto la guida di Pietro Floriano Florio, che più tardi diventa presidente nazionale della FIPAV, la pallavolo conosce un periodo di grande splendore che porta la squadra del “Redentore” in serie B.

Negli stessi anni, e poi ancora negli anni Settanta, anche la pallacanestro conosce uguale fortuna.

Numerose sono nel corso degli anni le iniziative a carattere sportivo, come i “Tornei Don Bosco”, in cui si invitava a partecipare squadre della regione, gli “Euro-tornei” estivi degli anni Settanta (oggi ribattezzati “Estate ragazzi”), in cui vengono impegnati centinaia di atleti, dai bambini ai loro genitori e agli anziani, e le “Olimpiadi oratoriane”, in cui i giovani sono invitati ad avvicinarsi alle diverse discipline sportive.

Numerosi sono gli sportivi formatisi sui campi del Redentore: da Biagio Catalano e Claudio De Tommasi, calciatori del Bari, a Traiano e Quadrello, anch’essi calciatori, al maratoneta Matteo Lorusso, che partecipa a diverse competizioni internazionali, a Erasmo Paradiso,arbitro internazionale di pallavolo, a numerosi tecnici preparatori di nuovi tecnici ed arbitri.

Tutto questo con l’aiuto materiale di amici, benefattori e del CONI, mossi dagli stessi ideali che animarono il fondatore dei Salesiani, don Giovanni Bosco, grande educatore attento alla crescita globale dei ragazzi e capace di valorizzare a pieno tutte le loro possibilità.

 

(daL’Istituto Salesiano “Redentore” in Società cultura e sport: immagini e modelli in Puglia dall’antichità al XX secolo, (a cura di) D. Porcaro Massafra – Bari: M. Adda, 1997)