PEPS REDENTORE BARI

Testo finale approvato dal Consiglio CEP di Bari, 26 maggio 2020

 

Progetto Educativo Pastorale Salesiano

Locale

REDENTORE BARI 
         2020-2023 
3 anni

 

 

 

Quando il 24 aprile 1900 don Michele Rua, primo successore di don Bosco e Rettor Maggiore dei Salesiani, venne a Bari per decidere dove fondare la casa salesiana, indicò al canonico Bux, barese e benefattore del terreno, accompagnato dal suo ingegnere di fiducia Pietro Tramonta, futuro primo salesiano cooperatore di Bari, un luogo molto periferico e di aperta campagna, lontano dal centro, suscitando la preoccupazione e lo stupore e del canonico. È noto come don Bux volesse donare un terreno più centrale corrispondete all’odierna via Sparano, ma don Rua passando nell’attuale quartiere Libertà, fece fermare la vettura e discesero tutti e tre.  Don Rua si guardò intorno e poi disse:

  • «Canonico, comperi qui il suolo e faccia qua fabbricare la casa e la chiesa».
  • «Ma Signor don Rua, qua siamo troppo fuori dall’abitato, qua nessuno verrà a visitarci e l’opera fallirà».
  • «Non tema, Canonico, comperi qua il suolo; innalzi qua l’Istituto e il tempio: qua un giorno sarà il centro di Bari».

La memoria di questo episodio è stata scritta dall’ingegnere Tramonta, e fu consegnata dal figlio primogenito, illustre magistrato, che la regalò successivamente al Direttore dei Salesiani. I primi di settembre del 1905 i salesiani, con il direttore don Giovanni Garagozzo, iniziarono le attività dell’opera salesiana Redentore come orfanotrofio. Forti di questa visione, il Redentore è al centro del quartiere Libertà di Bari: quartiere popolare, giovanile e multietnico. Un contesto adatto per compiere l’unica missione salesiana: educare ed evangelizzare promuovendo il protagonismo giovanile.

 

Lettera dell’Ispettore salesiano

 Carissimi amici,

collaboratori e corresponsabili della entusiasmante Missione Salesiana in un’opera bella e complessa come quella di Bari, è con piacere che, invitato dal vostro direttore, don Francesco Preite, rivolgo a voi tutti un saluto e un augurio ringraziandovi per il bel lavoro svolto in modo sinodale nell’essere riusciti ad elaborare il PEPS dell’intera Casa di Bari.

Come ben sapete, non basta condurre una missione, occorre avere una visione nel viverla.

E’ questa la consapevolezza che guida gli sforzi comunitari perché la propria CEP possa dotarsi di un Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS).

Giungere alla approvazione, non è  però un punto di arrivo. E’ piuttosto una tappa intermedia che permette di assaporare il frutto del lavoro svolto comunitariamente e al tempo stesso è un rilancio per continuare a camminare con maggiore entusiasmo a partire da una visione condivisa della missione.

Il PEPS che avete prodotto non è un documento monolitico, intoccabile, quanto piuttosto una carta di navigazione che necessita di continui aggiustamenti di rotta, un  cammino non facile che nella vita cerca la sua validazione più efficace e nella vita stessa ritrova le correzioni necessarie.

Allora buon cammino a voi, con il desiderio di  continuare nella vita quotidiana quei processi di discernimento e di dialogo, di confronto e di verità che hanno portato a elaborare questo documento. Sia proprio il discernimento comunitario la “approvazione” veramente necessaria che trasformi il progetto in vita, le aspirazione di bene in opere di amore per i giovani che incontrate quotidianamente.

Grazie a tutti e a ciascuno per quanto di bello vorrete fare per servire tutti i giovani e in particolare quelli più bisognosi delle nostre attenzioni educative.

Maria Ausiliatrice e don Bosco alimentino in voi l’entusiasmo della fede per poter operare secondo il cuore di Dio.

Con gratitudine

                                                                                                         

Napoli, 19 ottobre 2020

L’Ispettore Salesiani Italia Meridionale

don Angelo Santorsola

 

Presentazione del Direttore salesiano

           

            «Una funicella da sola fa ben poco, 

tante funicelle insieme formano una fune grossa e robusta».

don Bosco

 

 L’Opera salesiana Redentore di Bari si presenta nel cuore del quartiere Libertà di Bari come una casa che accoglie ragazzi, giovani e famiglie con una ricchezza e diversità di ambienti educativi e pastorali e progetti. Una casa, animata da salesiani e laici insieme, aperta all’accoglienza di tutta la Comunità Educativa Pastorale (CEP) ed intenta a realizzare l’unica missione salesiana: evangelizzare ed educare.

È la missione infatti ad essere centrale nella vita di don Bosco: egli era chiaramente consapevole di essere stato inviato da Dio a lavorare per la salvezza dei giovani. È la missione a dare alla nostra esistenza il suo tono concreto, è la missione ad essere il centro unificante di tutti gli elementi della vita e dell’attività sale­siana. L’unica missione salesiana si declina in diversi progetti ed ambienti educativi e pastorali a seconda dei bisogni e delle esigenze delle famiglie e dei giovani ed animati e coordinati da salesiani e laici: Parrocchia Oratorio Centro Giovanile, Centro di Formazione Professionale, Centro socio educativo diurno, Comunità educativa per minori, Convitto Universitario, Laboratorio culturale e Biblioteca di quartiere. Diversi ambienti e progetti che come tante funicelle intrecciate, sono parte della grande fune della missione salesiana affidata alla CEP! La missione salesiana è affidata alla Comunità Educativa Pastorale e trova la sua radice nel Redentore, Gesù Cristo, ed il suo stile nel carisma educativo di don Bosco.

Forti di questa convinzione, la CEP Redentore ha attivato un processo di partecipazione dal basso iniziato nel 2018 che ha coinvolto l’intera Comunità nel pensare, progettare e scrivere insieme la nostra missione salesiana, educativa e pastorale con e per i giovani.

      Il Consiglio CEP Redentore, organismo competente della animazione della Comunità, ha accompagnato il processo e raccolto i risultati, le istanze del territorio e della Comunità ed ha elaborato il presente il PEPS attraverso il confronto ed il dialogo.

     Il PEPS è frutto di questo processo, è la nostra road map: indica la strada da seguire nei prossimi tre anni per essere fedeli al carisma consegnatoci da San Giovanni Bosco, camminando come Comunità Educativa Pastorale e vigilando su facili individualismi ed autoreferenzialità spesso alimentati da “zone grigie”.

     È il progetto comunitario di redenzione nello stile salesiano per molti giovani del quartiere e per tante famiglie che attraverso il servizio educativo quotidiano di salesiani e laici ricevono attenzione, accoglienza e cura. Ringrazio di cuore tutti i membri del Consiglio CEP che hanno dedicato tempo ed energia per la realizzazione del PEPS.

     È la nostra visione di futuro, il sogno del nostro don Bosco per Bari, l’orizzonte di speranza verso il quale camminare insieme come Comunità Educativa Pastorale.

In questo cammino da percorrere insieme ci sono 4 punti cardinali che orientano il nostro educare:

–       Fare casa, comunità riconoscendo la responsabilità e centralità degli organismi di partecipazione comunitari in particolare del Consiglio CEP, superando ogni individualismo personale, di gruppo, di ambiente e aprendosi al territorio e alla cooperazione con altre realtà educative;

–       Promuovere un’evangelizzazione ed un’educazione che attraverso la catechesi, la liturgia e la cultura favorisca l’inclusione sociale specialmente dei giovani e delle persone più fragili nei vari ambienti educativi della CEP;

–       Accompagnare e favorire il protagonismo dei giovani, coinvolgendoli nel Consiglio CEP, nelle Commissioni del Consiglio CEP e nelle decisioni e processi educativi-pastorali;

–       Curare la cultura dell’ambiente vocazionale perché si realizzi la vocazione di ogni giovane alla felicità attraverso l’impegno nella promozione della giustizia, della pace e della dignità umana.

     Sono convinto che se resteremo fedeli al testo approvato e condiviso, il processo attivato nell’elaborazione continuerà a portare i suoi frutti anche nell’attuazione progettuale dei prossimi tre anni. Continuiamo a guardare a don Bosco e a scrivere insieme, salesiani e laici, e con coraggio la storia del quartiere, della Comunità, di ogni giovane attraverso l’educazione.

 

Bari, 8 settembre 2020

Il Direttore Istituto salesiano Redentore di Bari

don Francesco Preite

 

1.   ANALISI DELLA SITUAZIONE

  •  Caratteristiche del territorio

     L’Opera salesiana Redentore sorge nel Libertà, quartiere popolare e popoloso (circa 60.000 residenti), sito ad ovest della Città di Bari che conta circa 324.198 residenti. Esso presenta tutte le contraddizioni delle periferie europee post-crisi finanziaria. Nato attorno alle grandi manifatture di inizi Novecento, ha perso, tra 1991 e 2011, più di tremila addetti e quasi trecento unità locali di imprese private. Il quartiere presenta tre primati significativi: 1) la più bassa età anagrafica; 2) la maggiore realtà multietnica; 3) la percentuale più alta di minori sottoposti a procedimenti penali della Regione Puglia. È interessante notare come i ragazzi ed i giovani dell’Oratorio, rispondendo ad un questionario proposto (aprile 2020) per l’elaborazione del PEPS, abbiano indicato tra le cose positive la forte caratterizzazione multietnica del quartiere. La presenza degli immigrati è percepita dai giovani come una risorsa; viene altresì fortemente avvertita l’esigenza di un serio processo d’integrazione. Tra gli aspetti negativi, invece, giovani hanno denunciato la presenza opprimente della criminalità, di fenomeni diffusi di bullismo e della scarsa igiene urbana; a ciò si unisce il fragile senso di sicurezza e a fronte di un evidente disagio sociale.

     In effetti secondo l’ultimo report della Direzione Investigativa Antimafia[1] (DIA) nel quartiere Libertà sono attivi clan criminali sempre pronti a svolgere opera di reclutamento e cooptazione delle giovani leve, anche minorenni, desiderosi di dar prova delle loro capacità delinquenziali e pronti a scalare le gerarchie criminali ingrossando le fila dei clan.

 

Tab. 1. Numero di unità locali e di addetti delle imprese private del Libertà.

  Numero unità locali Addetti
1991 3.617 10.970
2001 3.566 9.241
2011 3.321 7.837

Fonti: rielaborazione su fonti Istat, Censimento dell’industria e dei servizi 1991, 2001 e 2011.

 

FIG. 1. Sezioni censuarie analizzate.

Fonte: rielaborazione su Deliberazione della Giunta Comunale di Bari n. 349 del 19/04/2019.

 

Fig. 2: Mappa dei Clan mafiosi di Bari.

Fonte: Direzione Investigativa Antimafia, 2019.

              

     Recentemente alcuni di questi giovani si sono purtroppo resi protagonisti di fatti di cronaca nazionale che hanno colpito profondamente l’opinione pubblica cittadina. Il report della DIA continua evidenziando l’intimo legame sussistente sul territorio barese, fra disoccupazione giovanile, dispersione scolastica e criminalità. Parimenti il disagio sociale del quartiere è stato stigmatizzato nel 2016 dal Governo Italiano con l’avvio del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, identificate anche grazie ai dati del censimento 2011, Indice di Disagio Sociale (IDS), prodotti dal Ministero delle Infrastrutture. L’indicatore utilizzato comprende, comparandoli con la media nazionale, i tassi di occupazione-disoccupazione, quelli della scolarizzazione e della popolazione giovanile. Il Libertà, insieme al quartiere San Paolo, fa parte del progetto di riqualificazione. La mappa che segue illustra una rielaborazione dell’IDS per le sezioni censuarie del territorio cittadino, confrontate con la media di tutta la Città di Bari. Si nota come la deprivazione relativa investa in modo rilevante, oltre ad aree periferiche, anche zone centrali o a ridosso del centro come la Città vecchia e il quartiere Libertà. 

 

 

Fig. 3: Indice di Disagio Sociale delle sezioni censuarie rispetto alla media cittadina (quintili).

 Fonte: Rielaborazione su fonti Istat, 2011.

     Al momento, il quartiere è al centro del programma di rigenerazione dell’Amministrazione comunale, che sta utilizzando fonti di finanziamento diverse per investimenti materiali e immateriali. Per realizzare l’ambizioso programma, il Comune è riuscito a coinvolgere una pletora di enti pubblici e del privato sociale. Così, ad esempio, l’ente regionale per il diritto allo studio universitario (ADISU) realizzerà una residenza per studenti nell’ex Istituto nautico; la controllata del Ministero dello Sviluppo Economico Invimit si occuperà dei lavori nell’ex Manifattura Tabacchi, all’interno della quale saranno ospitati gli uffici del CNR attualmente smistati in varie sedi; il terzo settore ed alcune imprese culturali, infine, stanno gestendo parte dei servizi inerenti al lavoro. Contemporaneamente, anche grazie al dibattito generato dal progetto di riqualificazione, l’area è al centro anche dello scontro politico, specialmente per la questione migratoria. Questa situazione di degrado e disagio diffuso ha provocato un senso di deprivazione relativa con derive populiste, insieme alla percezione di essere trascurati dai governi locali e nazionali a vantaggio di terzi.

     Un’ultima realtà da considerare è la famiglia che, pur rappresentando il valore di riferimento dei giovani, presenta, nel quartiere, una situazione di estrema fragilità e precarietà. Più di un terzo delle famiglie è composto da un solo componente, il 26% da due, il 20% da tre ed il 16% da quattro. Possiamo affermare, quindi, che quasi il 60% circa dei residenti ha un nucleo famigliare composto da un numero variabile da tre a quattro componenti. Si registra anche la presenza almeno di un anziano in famiglia. Un’altra forma familiare molto presente nel quartiere e nel tessuto sociale barese è quella composta da un solo genitore con almeno un figlio: la c.d. famiglia monoparentale o monogenitoriale è quasi sempre una donna. In generale nelle famiglie, l’accentuata prevalenza della figura femminile orienta verso modelli educativi di accoglienza e di cura, diventando in alcuni casi “famiglie matriarcali”.

 

1.2 Caratteristiche della situazione giovanile e linee di intervento
Il territorio nel quale è inserita l’opera salesiana del Redentore è caratterizzato da una fede semplice, genuina, popolare. Molto sentiti dalla gente sono i momenti di festa salesiana (8 dicembre, San Giovanni Bosco, Maria Ausiliatrice), un po’ meno le celebrazioni del Santo Natale. Buona parte delle famiglie finalizza il cammino dell’iniziazione cristiana dei figli esclusivamente all’ottenimento dei sacramenti, rinunciando ad accompagnarli in un percorso di maturazione cristiana all’interno della comunità che li ha accolti.

Si percepisce anche la scarsa incidenza della fede sugli atteggiamenti e comportamenti dei fedeli. La frattura tra fede e vita è poi, nella società odierna, dalla prevalenza di modelli di consumo “usa e getta” e da una mentalità locale assistenzialistica. In questo contesto locale così frammentato trova spazio la cosiddetta “zona grigia”, intesa come lo spazio relazionale sito in una ben definita “terra di mezzo” fra il legale e l’illegale, terreno fertile per i clan mafiosi locali.[2]

     Altra conseguenza della frattura tra fede e vita, avvertita anche da altre comunità cristiane, è quella dell’abbandono della comunità cristiana da parte dei ragazzi che concludono l’itinerario dell’iniziazione cristiana, nonostante un’intensa e molto apprezzata attività oratoriana con iniziative sportive e laboratori educativi. L’Oratorio è infatti fortemente radicato nel cuore della comunità e nel tessuto urbano e si presenta come luogo centrale per l’incontro e per l’integrazione, pur avendo un cortile complesso ed impegnativo per l’assistenza educativa salesiana.

     Le condizioni evidenziate precedentemente affermano la necessità di lavorare sull’evangelizzazione, sulla dispersione scolastica e sul tessuto familiare favorendo l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani.

     In effetti la dispersione scolastica, insieme alla disoccupazione giovanile, rappresenta un nodo centrale per l’educazione integrale dei giovani. In Puglia, nel 2015, la dispersione scolastica nelle scuole superiori è tornata a crescere, raggiungendo il livello del 24,6% (Elaborazione Tuttoscuola su dati Miur) e lasciando “scoperta” una fascia di età particolarmente vulnerabile ed allettata da modelli sociali “altri” rispetto a quelli proposti dalla società civile. Possiamo ben intuire che nel Libertà il tasso di dispersione scolastica presenti dati nettamente superiori alla media nazionale. Bisogna inoltre aver presente che la criminalità registrata dagli organi di controllo sociale rappresenta solo una parte della criminalità reale,[3] in quanto non tutti i reati vengono denunciati o vengono a conoscenza delle autorità costituite.

     In tal senso il Redentore si è attivato con servizi e strutture sociali ed educativi quali la Comunità educativa per minori “16 Agosto”, il Centro Socio Educativo Diurno per minori”, I ragazzi di don Bosco” e diversi progetti. In tal senso il Redentore si è attivato con servizi e strutture sociali ed educativi quali la Comunità educativa per minori “16 Agosto”, il Centro Socio Educativo Diurno per minori “I ragazzi di don Bosco” e diversi progetti. Realtà e progetti che hanno affiancato il lavoro educativo sulla filiera formativa e scolastica dell’obbligo formativo svolto del Centro di Formazione Professionale “CNOS-FAP”. Il Centro di Formazione Professionale cerca di dare risposta anche alla questione lavorativa dei giovani. La formazione professionale può essere una leva di riscatto per i giovani. La storia del Redentore, con i suoi laboratori di formazione professionale, ha permesso a tanti giovani di affermarsi nel settore produttivo del distretto barese come operai, artigiani, piccoli o grande imprenditori.

     In questo contesto contraddittorio si inseriscono tutte le azioni pastorali e socio-educative del Redentore. L’azione che svolge l’opera salesiana è generalmente riconosciuta e stimata dalla Chiesa locale e dalle Istituzioni, in particolare l’Oratorio-Centro Giovanile viene considerato una risorsa educativa e sociale fondamentale. Forte di una tradizione educativa consolidata, l’Oratorio-Centro Giovanile ha la sua sfida nel provare a creare per i giovani opportunità di lavoro, di sostegno scolastico, di promozione umana e cristiana. Per evitare che la criminalità organizzata dilaghi dove regna l’emarginazione, la CEP porta avanti diversi progetti educativi ed azioni di contrasto alle diverse povertà educative presenti sul territorio. Riqualificazione, lavoro, economia creativa e sociale sono gli assi portanti di questo articolato progetto di cui il Redentore è l’anima.[4]

 

1.3 Visioni di futuro     Da questo quadro sintetico emergono alcune visioni di futuro, orizzonti di speranza verso i quali camminare come CEP:

  • Fare comunità riconoscendo la responsabilità e centralità degli organismi di partecipazione comunitari in particolare del Consiglio CEP, superando ogni individualismo personale, di gruppo, di ambiente e aprendosi al territorio e alla cooperazione con altre realtà educative;
  • Promuovere un’evangelizzazione ed un’educazione che attraverso la catechesi, la liturgia e la cultura favorisca l’inclusione sociale specialmente dei giovani e delle persone più fragili nei vari ambienti educativi della CEP;
  • Accompagnare e favorire il protagonismo dei giovani, coinvolgendoli nel Consiglio CEP, nelle Commissioni del Consiglio CEP e nelle decisioni e processi educativi-pastorali;
  • Curare la cultura dell’ambiente vocazionale perché si realizzi la vocazione di ogni giovane alla felicità attraverso l’impegno nella promozione della giustizia, della pace e della dignità umana.

 

2.   Identità

I Salesiani di don Bosco dell’Ispettoria “Beato Michele Rua” dell’Italia Meridionale (I.M.E.) sono presenti nella Chiesa locale di Bari-Bitonto e nella città di Bari attraverso l’Istituto salesiano Ss. Redentore. Essa è stata fondata nel 1905 da don Michele Rua, beato e primo successore di don Bosco. Presidio storico del quartiere Libertà (I Municipio della Città di Bari), il Redentore è impegnato, come Comunità Educativa Pastorale (CEP), da più di cent’anni sul fronte dell’attivazione della risorsa giovanile come motore dello sviluppo, perseguendo l’unica missione salesiana consegnata da don Bosco che consiste nell’evangelizzare ed educare, forti della convinzione che la pienezza di vita e di felicità dell’essere umano è il progetto di Dio per tutti, che la vocazione di ogni persona è amare fino al dono di sé (QdR 51-53; cfr. Instrumentum Laboris del Sinodo 2018), e declinata nei vari ambienti educativi e progetti secondo le indicazioni del Consiglio CEP.

 

2.1 La Comunità Educativo Pastorale (CEP)     
Fin dai primi tempi dell’Oratorio Don Bosco costituisce attorno a sé una comunità-famiglia nella quale gli stessi giovani erano protagonisti: un ambiente giovanile impregnato dei valori del Sistema Preventivo, con caratteristiche spirituali e pastorali ben definite, con obiettivi chiari ed una convergenza di ruoli pensati in funzione dei giovani. Da questa comunità nacquero la Congregazione e la Famiglia Salesiana. Secondo lo stesso Don Bosco, i Salesiani, con la loro vita in comune, sono centro di comunione e di partecipazione per gli educatori che apportano il loro contributo al progetto e ne diffondono il carisma (cfr. CG24, nn.71-72, 75).
Nella memoria degli inizi di Valdocco abbiamo incontrato non solo il cuore pastorale di Don Bosco ma anche la sua capacità di coinvolgimento. La sua proposta è intensamente “comunionale”. La presenza salesiana è chiamata a farsi casa accogliente, abitabile, per i giovani. Con la CEP vogliamo formare, in ogni nostra presenza, una comunità di persone, orientata all’educazione dei giovani, che possa divenire per loro un’esperienza di Chiesa e li apra all’incontro personale con Gesù Cristo. La CEP (cfr. Cost.47; CG24, n.156) è dunque:

     – comunità: perché coinvolge in un clima di famiglia giovani e adulti, genitori ed educatori, dove l’elemento fondamentale di unità non è il lavoro o l’efficacia, ma un insieme di valori vitali (educativi, spirituali, salesiani…) che configurano un’identità condivisa e cordialmente voluta;

     – educativa: perché colloca nel centro dei suoi progetti, relazioni e organizzazioni, la preoccupazione per la promozione integrale dei giovani, cioè la maturazione delle loro potenzialità in tutti gli aspetti: fisico, psicologico, culturale, professionale, sociale, trascendente;

     – pastorale: perché si apre all’evangelizzazione, cammina con i giovani incontro a Cristo e realizza un’esperienza di Chiesa, dove con i giovani si sperimentino i valori della comunione umana e cristiana con Dio e con gli altri.[5]

Pertanto la CEP è:

  • più un modo salesiano di animare che una nuova struttura o un semplice modo di organizzare il nostro lavoro. È un riconoscere che l’educazione avviene all’interno di una comunità, in una rete di relazioni significative (QdR 109).
  • una comunità organizzata in cerchi concentrici secondo il grado di consapevolezza e responsabilità, con i giovani al centro, e che include la comunità religiosa sale­siana, famiglie, laici in diversi ruoli, e membri della Fami­glia Salesiana (QdR 110).
  • la nostra esperienza di Chiesa, “è il nostro essere Chiesa, la nostra pastorale specifica inserita nella pastorale ecclesiale” (QdR 108) dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto e nella comunità civile della Città di Bari. Lo stesso Sistema Preven­tivo messo in opera dal singolo non può fare a meno di riferirsi al modello educativo della CEP e quindi esso stesso diventa profonda espressione di comunione. Diversamente perdereb­be la sua efficacia educativa (C 44-48; R 5; QdR 108).

La missione educativa ha come punto di riferimento don Bosco ed il suo sistema preventivo, si basa sull’educazione integrale della persona e sulla cultura della prevenzione ed è qualificata da una scelta determinante: i giovani, soprattutto i più poveri; da un compito: educare evangelizzando ed evangelizzare educando; da un’esperienza comunitaria e da uno stile specifico: l’animazione.

 2.2. Il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale (Consiglio CEP)
Il nucleo animatore della Comunità Educativa Pastorale è il Consiglio della CEP (o Consiglio CEP), presieduto dal direttore salesiano. È il massimo organo di partecipazione e di animazione dell’Opera salesiana. Esso si compone della comunità religiosa dei Salesiani di Don Bosco (SDB), che costituisce il “riferimento carismatico” (CG 25, 70); dai responsabili della Famiglia Salesiana di Bari (FMA, ASC, ADMA, Exallievi di don Bosco, TR) e dai laici rappresentativi della CEP secondo il Regolamento del Consiglio CEP Redentore.
Il Consiglio CEP realizza e coordina l’unica missione salesiana che consiste nell’evangelizzare ed educare, forti della convinzione che la pienezza di vita e di felicità dell’essere umano si radica esclusivamente nella chiamata alla santità voluta di Dio, ovvero nella vocazione di ogni persona ad amare fino al dono di sé (QdR 51-53; cfr. Instrumentum Laboris del Sinodo 2018). Compito specifico del Consiglio CEP è quello di elaborare, attuare, verificare il Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS) dell’Opera Redentore accompagnando la CEP nella realizzazione del PEPS attraverso l’istituzione di quattro commissioni operative: la Commissione CEP di Pastorale Giovanile (CPG), la Commissione CEP di Pastorale degli Adulti (CPA), la Commissione CEP Culturale (CC), la Commissione CEP per i Servizi Socio-Educativi (CSE).
Il PEPS è la mediazione storica, la concretizzazione dell’unica missione educativa e evangelizzatrice della CEP che viene declinata attraverso la scansione temporale annuale dalla Programmazione educativa-pastorale ed attraverso la scansione operativa delle Commissioni CEP per i vari ambienti educativi di pertinenza.
È bene ribadire che la missione educativa ed evangelizzatrice è affidata non al singolo, non al gruppo, ma alla Comunità. Questo stile comunitario è la modalità concreta di vivere le nostre relazioni e le nostre azioni, declinandole secondo le indicazioni del Consiglio CEP. La scelta per i giovani poveri, abbandonati ed in pericolo è sempre stata presente nel cuore e nella vita della Famiglia Salesiana, da don Bosco fino ad oggi. Questa scelta, ispirata al criterio preventivo salesiano, giustifica la grande varietà di progetti, servizi e strutture attivi al Redentore per la gioventù più fragile.

 2.2.1 La comunità salesiana ed i laici corresponsabili nel Consiglio CEP
L’animazione pastorale delle opere e delle attività è responsabilità innanzi tutto della comunità salesiana locale e, primariamente, del direttore salesiano con il Consiglio locale. Il direttore salesiano, come primo responsabile della CEP, anima gli animatori ed è al servizio dell’unità globale dell’opera:

  • cura l’identità carismatica del PEPS, in dialogo con l’Ispettore e in sintonia con il progetto ispettoriale (PEPSI);
  • promuove i processi formativi;
  • si accerta che in ogni attività e opera si realizzi l’integrità e l’unità della Pastorale Salesiana.
  • attua i criteri di convocazione e di formazione dei laici, coinvolgendo corresponsabilmente soprattutto il Consiglio CEP;
  • sostiene il legame tra la comunità salesiana e la CEP (cfr. CG24, n.172).

La comunità religiosa salesiana “svol­ge il ruolo di riferimento carismatico a cui tutti s’ispirano” (CG25, n.70). Essa è dunque chiamata a: testimoniare la vita religiosa, manifestando il primato di Dio nella vita e la dedizione totale alla missione educativa ed evangelizzatrice; garantire l’identità carismatica salesiana; essere centro di comunione e di partecipazione, che convoca i laici a partecipare allo spirito e alla missione di Don Bosco; essere prima responsabile della formazione spirituale, salesiana e vocazionale (Cf. CG24, 159). Assumere questo compito di animazione suppone per la comunità salesiana la necessità di ripensare la sua presenza e la sua funzione all’interno della CEP. In passato la comunità salesiana assumeva quasi esclusivamente la responsabilità dell’ambiente e dell’opera educativa, oggi è chiamata invece a maturare uno stile di condivisione e di corresponsabilità, poichè i laici, soprattutto i giovani, sono in grado di offrire chiavi di lettura vitali per una nuova interpretazione del Vangelo. La comunità salesiana, sempre più consapevole di questo nuovo modello operativo, assume la propria specifica responsabilità, come parte significativa del nucleo animatore della CEP (QdR, 266-267).

 2.2.2 Le Commissioni operative del Consiglio CEP
Il Consiglio CEP istituisce quattro Commissioni che, secondo le indicazioni del Consiglio CEP, attualizzano e animano il PEPS e la Programmazione educativa-pastorale annuale nei diversi ambienti educativi dell’Opera.[6]

Le Commissioni CEP sono:

A) La Commissione di Pastorale Giovanile (CPG), coordinata dall’Incaricato dell’Oratorio è formata da salesiani e laici. Essa, insieme alla Commissione di Pastorale degli Adulti, anima l’ambiente Oratorio-Centro Giovanile/Parrocchia, occupandosi in modo specifico della pastorale giovanile.

B) La Commissione di Pastorale degli Adulti (CPA), coordinata dal Parroco, è formata da salesiani e laici. Essa anima, insieme alla CPG, anima l’ambiente Parrocchia/Oratorio-Centro Giovanile, ponendo particolare attenzione alla pastorale familiare e degli adulti. La Parrocchia – Oratorio Centro Giovanile,  attraverso l’azione volontaria di giovani animatori, catechisti, famiglie, genitori, volontari del Servizio Civile Nazionale offre: un’educazione preventiva ed informale promuovendo il protagonismo giovanile attraverso gruppi formativi per diverse fasce d’età; un cammino di catechesi e di iniziazione cristiana; gruppi di educazione alla fede e ai sacramenti; accompagnamento spirituale e materiale attraverso i gruppi Caritas e Amici degli Anziani; esperienze di servizio e di solidarietà; sostegno scolastico, formazione per animatori; tornei sportivi di calcio, pallavolo, basket, ping-pong, calcio-balilla; laboratori di teatro, danza, musica, scherma; attività ludiche-ricreative; gite; feste; estate-ragazzi e campiscuola.

C) La Commissione Culturale (CC), coordinata dall’Incaricato del Laboratorio culturale, è formata da salesiani e laici che animano i seguenti ambienti educativi: Laboratorio culturale “don Bosco”, Biblioteca di quartiere “don Bosco”, Convitto per studenti universitari Michele Rua “CUSMIR”:

  • Il Laboratorio culturale “Don Bosco oggi”, animato dall’Aps “Laboratorio don Bosco oggi: educazione – cultura – pastorale (=DB Lab)”, ha lo scopo di promuovere la cultura educativa attraverso corsi di formazione, seminari, convegni. Cura la rivista della Comunità Educativa Pastorale del Redentore, organizza Salotti Letterari, Caffè Filosofici, Agorà Sociali, Lectio divinae.
  • La Biblioteca di quartiere “Don Bosco” è gestita dall’Aps “Laboratorio don Bosco oggi: educazione – cultura – pastorale (=DB Lab)”, in collaborazione con il Comune di Bari, l’Università di Bari e la Facoltà Teologica Pugliese.
  • Il Convitto Universitario Salesiano Michele Rua “CUSMIR” ospita e accompagna 25 giovani studenti nel loro percorso di studi universitari, attraverso l’offerta di un progetto programmatico di crescita umana e spirituale. Tale progetto prevede: celebrazione eucaristica settimanale nella cappella interna del Cusmir; la possibilità di accedere al sacramento della riconciliazione; un incontro mensile di formazione tematica denominato “Facoltà in dialogo”; momenti di fraternità interna e di condivisione con gli altri settori dell’opera.

D) La Commissione per i Servizi Socio-Educativi (CSE), coordinata dal Direttore salesiano, è formata da salesiani e laici che animano i seguenti ambienti educativi:

  • Il Centro di Formazione Professionale, animato dalla associazione “CNOS-FAP Puglia”, cura la formazione professionale dei ragazzi in obbligo formativo specialmente nei settori della meccanica industriale, della impiantistica elettrica ed elettronica, dell’autoriparazione, dei servizi alle imprese e alle persone.
  • La Comunità Educativa per minori “16 Agosto”, gestita dall’APS  onlus “Piccoli Passi Grandi Sogni” e realizzata grazie alla collaborazione con la Caritas Diocesana Bari – Bitonto, accoglie in forma residenziale 10 minori, italiani e stranieri non accompagnati, offrendo loro, nello stile di famiglia, un programma di crescita umana e spirituale, mirante al recupero e all’integrazione sociale.
  • Il Centro Socio Educativo Diurno per minori “I ragazzi di don Bosco”, gestito dalla Cooperativa “Il sogno di don Bosco”, accoglie in forma semi-residenziale circa 30 minori esposti al rischio di emarginazione o di devianza.
  • Progetti socio-educativi in atto per minori, giovani e famiglie: “Servizio Civile Universale” (Aps Salesiani per il sociale finanziato dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri dello Stato Italiano); “BA29 – Misura di empowerment e inserimento lavorativo per under 29” (Istituto salesiano Redentore finanziato dal Comune di Bari); “Dare di più a chi ha avuto di meno” (Aps Salesiani per il sociale finanziato da Fondazione con i bambini attraverso “Fondo per il contrasto della Povertà Educativa Minorile”, https://percorsiconibambini.it/daredipiu/scheda-progetto/);  “CANTI – Cantieri ANTimafia Innovativi” (Capofila: Istituto salesiano Redentore, finanziato dalla Regione Puglia); “Reti Civiche Urbane – Libertà” (ATS di 19 associazioni con capofila Istituto salesiano Redentore finanziato dal Comune di Bari); “Dare sempre di più” (Istituto salesiano Redentore finanziato da Fondazione Puglia); “FARE – FUTURO D’AUTORE” (Capofila: Istituto salesiano Redentore,  finanziato da Fondazione con i bambini attraverso bando “Un passo avanti – Idee innovative per il contrasto alla povertà educativa minorile”); Social pub (progetto sperimentale “Ethnic cook” per l’integrazione culturale con Associazione Origens); Centro Archivio Libertà “CAL” (progetto “Urbis”, Capofila: Laboratorio culturale “don Bosco oggi”).

 

2.3 La Consulta della Famiglia salesiana locale
La Famiglia Salesiana è una realtà ecclesiale che testimonia la comune volontà dei suoi membri di continuare a realizzare nel tempo, pur con vocazioni specifiche diverse e complementari, la missione di don Bosco. Essa è chiamata a realizzare, al suo interno, una profonda unità di spirito e di servizio per testimoniare efficacemente la carità pastorale verso i giovani. Per il conseguimento di tali obiettivi essa è animata dalla Consulta locale della Famiglia Salesiana, composta dal/dalla/dai: Direttore SDB; Direttrice FMA; Coordinatore locale di ACS; Coordinatore locale ADMA; Presidente locale EXDB; Presidente locale EXFMA; Coordinatore del TR Cenacolo di Bari; Coordinatore del TR Cenacolo di Santo Spirito; delegati locali SDB e FMA per l’ACS e per gli EXDB e EXFMA. Il Direttore SDB, la Direttrice FMA e il Coordinatore locale ASC costituiscono la Presidenza, il cui coordinamento prevede una concordata turnazione annuale. Il Coordinamento comporta i seguenti impegni: convocazione e animazione della Consulta; attuazione delle proposte e degli orientamenti della Consulta; condivisione degli orientamenti con i Gruppi di riferimento.

La Consulta si riunisce ordinariamente ogni quattro mesi (ottobre, gennaio, maggio). Le decisioni, ratificate a maggioranza assoluta dei presenti, impegnano i singoli Gruppi nella loro realizzazione. I compiti della Consulta Locale della Famiglia Salesiana sono: ricercare e promuovere la comunione e la collaborazione tra i vari gruppi della Famiglia Salesiana presenti sul territorio, favorendo la reciproca formazione e la conoscenza di quanto offerto dalla Consulta Ispettoriale; studiare la realtà giovanile locale per adeguare il servizio salesiano di evangelizzazione e promozione umana secondo le modalità proprie del Sistema Preventivo; cercare l’intesa per l’apporto integrato nella pastorale d’insieme della Chiesa locale secondo lo spirito e la missione comune (catechesi, pastorale giovanile e popolare); coordinare le iniziative di alcuni momenti forti del calendario salesiano scelte per testimoniare la presenza salesiana sul territorio; curare e promuovere la dimensione vocazionale nei vari ambienti educativo-pastorali del Redentore e nella Città di Bari.

 

2.4 L’Amministrazione
La priorità data al carisma e alla vita spirituale include anche la cura per la dimensione economica e per l’efficienza.[7] La dimensione economica è infatti intimamente connessa con la persona e la missione. La Comunità Educativa Pastorale Redentore sceglie la profezia della povertà salesiana e si sottrae alla «dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano» (EG, 55)[8]; povertà che la CEP Redentore, sull’esempio di don Bosco, traduce fondamentalmente in lavoro assiduo, sacrificato, quotidianamente operoso specialmente per i giovani più fragili.[9] Pertanto, la credibilità evangelica della Comunità Educativa Pastorale Redentore è legata anche al modo in cui vengono gestiti i beni materiali, poiché «mai l’economia e la sua gestione sono eticamente e antropologicamente neutre. O concorrono a costruire rapporti di giustizia e di solidarietà, o generano situazioni di esclusione e di rifiuto».[10] La responsabilità, la trasparenza e la salvaguardia della fiducia sono principi inclusivi: non si dà responsabilità senza trasparenza, la trasparenza ingenera fiducia, la fiducia riscontra e l’una e l’altra. La responsabilità è il principio di consapevolezza che orienta la missione evangelizzatrice in relazione ai beni della Comunità. Rendicontazione e bilanci contribuiscono a incrementare la credibilità del soggetto che le pone in essere e, quindi, aiutano a far crescere la fiducia. «Senza regole non ci può essere fiducia»[11], ossia la fiducia è ingenerata anche da regole che individuano le responsabilità e verificano la trasparenza.
L’amministrazione dell’Opera salesiana Redentore è unica e fa capo alla direzione della casa salesiana che si avvale di un collaboratore laico: referente amministrativo. Quest’ultimo, in stretta collaborazione con il direttore salesiano, accompagna, con l’apporto di consulenti del Redentore, la gestione economica ed amministrativa dell’Opera. Nel rispetto delle opportune autonomie di cassa, si riconoscono conti e bilanci separati nel perseguimento dell’unica missione educativa ed evangelizzatrice: Istituto salesiano Redentore; Istituto salesiano Redentore – progetti; Istituto salesiano Redentore – ramo onlus; Parrocchia Redentore.

2.4.1. Il Ramo onlus
Nel 2017 è stato costituito il ramo onlus dell’Istituto salesiano Redentore che permette di poter destinare il 5×1000 alle attività e ai progetti realizzati dalla CEP Redentore nell’ambito dell’Assistenza Sociale, della Beneficenza, della Didattica e della Formazione, dello Sport dilettantistico, della Promozione della Cultura e dell’Arte, nonché della Tutela dei diritti civili a favore delle persone più fragili, specialmente giovani e minori. Le erogazioni liberali fatte al ramo onlus del Redentore sono riconosciute come agevolazioni fiscali sia sotto forma di detrazione d’imposta che di deduzione dal reddito imponibile Irpef o Ires per le società.

Il Codice fiscale per il 5×1000 è 00847930724. Le donazioni bisogna intestarle a: Istituto salesiano Redentore – ramo onlus, Iban: IT59J0306909606100000151150 (Banca Intesa San Paolo). I progetti da finanziare saranno presentati dalla Consulta per gli Affari Economici, selezionati dal Consiglio CEP e valutati da un comitato composto dal direttore salesiano, dall’avvocato dell’Opera e dal commercialista dell’Opera per la fattibilità e l’approvazione.

2.4.2. La Consulta per gli Affari Economici ed Organismi collegati
Il diritto proprio, a norma del can. 1280, prevede una Consulta per gli Affari Economici.[12]
La Consulta degli Affari Economici del Redentore è composta: dal direttore salesiano (presidente);

  • dal Consiglio locale della comunità salesiana;
  • dai membri del CAE della Parrocchia;
  • dal referente laico amministrativo dell’Opera Redentore (segretario);
  • dal commercialista dell’Opera.

In caso di necessità potranno essere convocati ulteriori consulenti dell’Opera, quali: il consulente del lavoro, l’avvocato, l’ingegnere, l’architetto, il geometra.

     La Consulta per gli Affari Economici s’incontra almeno tre volte l’anno, avendo i seguenti compiti:

  • esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione che di fatto modificano lo stato patrimoniale dell’Opera Redentore e/o ne aggravano le responsabilità economiche; atti da sottoporre poi al parere del Consiglio CEP, all’approvazione dell’Ispettore e del suo Consiglio per la loro validità, e per i quali vanno osservate le disposizioni canoniche (cfr. Canone 1281) e civili;
  • predisporre annualmente il bilancio economico preventivo e consuntivo dell’Opera da presentare al Consiglio CEP e da inviare all’Economo ispettoriale entro il 31 marzo di ogni anno, elencando le voci di entrata e di uscita prevedibili per i vari bisogni del Redentore (attività educative-pastorali, progettuali, ecc..) e individuandone i relativi mezzi di copertura economica; 
  • predisporre annualmente il bilancio sociale dell’Opera e presentarlo a tutta la CEP entro aprile, previa visione del Consiglio CEP;
  • vigilare sulla regolare tenuta dei registri contabili delle casse dell’Opera salesiana Redentore: Istituto salesiano Redentore; Istituto salesiano Redentore – progetti; Istituto salesiano Redentore – ramo onlus; Parrocchia Redentore;
  • curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezzature, mobili, arredi e di quanto appartiene all’Opera salesiana Redentore, usando particolare cura e premura per il patrimonio artistico e storico (a tale scopo deve essere redatto annualmente, aggiornandolo, lo stato patrimoniale e l’inventario, comprendente di tutti i beni mobili), il deposito di relativi atti e documenti presso l’Ispettorato salesiano e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici amministrativi del Redentore;
  • studiare i modi e proporre iniziative per sensibilizzare la CEP al dovere di contribuire alle varie necessità dell’Opera del Redentore (mercatini solidali, 5×1000…).

I membri della Consulta per gli Affari Economici prestano il loro servizio con senso di piena responsabilità, agendo solo e sempre nell’esclusivo interesse della CEP e delle sue finalità pastorali. Di ogni riunione si redige regolare verbale che il referente amministrativo dell’Opera Redentore conserva presso l’ufficio.

Collegata alla Consulta per gli Affari Economici è la prescritta commissione economica della parrocchia o CAE (cfr. Codice di Diritto Canonico, can. 225, 228, 515, 519, 532). La sua composizione risponde a criteri di competenza ed efficienza amministrativa. I suoi membri devono essere esperti in campo economico e di retta condotta. Il suo ruolo giuridico è puramente consultivo nel campo della gestione economica: redige bilancio consuntivo e preventivo per l’Ufficio amministrativo diocesano. Ne fanno parte il parroco, il direttore salesiano, il referente amministrativo dell’Opera, l’Incaricato dell’Oratorio ed almeno due laici competenti.

     Nell’ambito amministrativo di ogni ambiente educativo-pastorale dell’intera Opera Redentore, il direttore salesiano ha responsabilità specifica, secondo gli orientamenti della Chiesa e della Congregazione, poiché l’amministrazione rimane “sotto la direzione e il control­lo dei relativi superiori e Consigli” (C 190). Il direttore è, infatti, “primo responsabile” anche per l’amministrazione dei beni della comunità locale (cfr C 176), ed insieme al Consiglio locale salesiano, svolge un ruolo di supervisone specialmente nei seguenti aspetti amministrativi:

  1. Valutare il corretto funzionamento dei servizi amministrativi.
  2. Pianificazione di risorse per garantire la fattibilità e soste­nibilità del lavoro.
  3. Approvazione del bilancio preventivo e controllo della contabilità.
  4. Seguire le persone coinvolte nel lavoro salesiano (selezione del personale e valutazione delle prestazioni).
  5. Conservare gli archivi locali, garantendo la riservatezza e la protezione dei dati e compilando la cronaca della casa.
  6. Archiviazione di beni storici e artistici, come indicato dal­la segreteria generale, dall’amministrazione dell’ispettoria o dal Direttorio Ispettoriale (R 62).

Il servizio dell’autorità è responsabile della supervisio­ne, della trasparenza e qualità dell’amministrazione per il bene della missione: “La vigilanza e i controlli non vanno intesi come limitazione dell’autonomia degli enti o segno di mancanza di fiducia, ma come espressione di un servi­zio alla comunione e alla trasparenza, anche a tutela di chi svolge compiti delicati di amministrazione”. Il CG26 ci ha invitato a gestire le risorse in modo responsabile, tra­sparente, coerente con i fini della missione, attivando le necessarie forme di controllo a livello locale, ispettoriale e mondiale” (CG26, 94).

 

3.                GLI AMBIENTI EDUCATIVI-PASTORALI

 

La progettazione degli Ambienti educativi pastorali tiene conto delle quattro dimensioni della Pastorale Giovanile salesiana: 1) Educazione alla fede; 2) educativo-culturale; 3) Di gruppo ed associativa; 4) vocazionale.

 

3.1. Parrocchia Oratorio Centro Giovanile
L’Oratorio di Valdocco fu la prima opera stabile, quella che diede inizio a tutte le altre. L’ambiente educativo costruito nell’Oratorio fu la risposta pastorale di Don Bosco alle necessità degli adolescenti e dei giovani più bisognosi della città di Torino. Don Bosco, alla maggior parte di essi, assieme al catechismo, offriva un sano divertimento, l’istruzione elementare e competenze di lavoro per la vita. L’Oratorio di don Bosco è all’origine di tutta l’opera salesiana e ne costituisce il prototipo. Con quest’ispirazione si sviluppano tutti i diversi progetti e servizi evangelizzatori della missione salesiana (cfr. Cost. 40). Memori di questa tradizione l’Oratorio Centro Giovanile Redentore, inserito nel contesto giovanile e popolare del Libertà, si pone come il cuore di tutta l’Opera salesiana del Redentore con attività, iniziative, progetti territoriali. Il Progetto Educativo Pastorale Ispettoriale I.M.E. tratta l’Oratorio-Parrocchia come un unico ambiente educativo. In esso, il direttore salesiano assume il ruolo di guida spirituale della comunità religiosa e di primo responsabile delle attività apostoliche della Comunità Educativa Pastorale. Il parroco è il responsabile immediato della missione in Parrocchia affidata dal Vescovo alla Congregazione Salesiana; collabora con l’Incaricato dell’Oratorio per l’animazione e la pastorale dei ragazzi e giovani.

L’Oratorio fu attivato nel 1905 per poi avere il suo spazio attuale, rinnovato nel settembre 1950. La chiesa fu inaugurata il 6 giugno 1935, mentre la Parrocchia fu eretta il 6 gennaio 1941.

Infoweb: www.salesianiredentorebari.it

 

DIMENSIONE DELL’EDUCAZIONE ALLA FEDE
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Accompagnare i giovani e le loro famiglie a riscoprire la bellezza della Chiesa (come famiglia di Dio) nella relazione personale e comunitaria con Gesù e Maria. 1.        Da una relazione con Dio strettamente “individuale” ad una preghiera comunitaria, dal respiro ecclesiale 1.1.          La CPG e la CPA stimolano i giovani e le loro famiglie alla partecipazione e all’animazione dei momenti celebrativi e formativi (Lectio divina, confessioni, ritiri nei tempi forti, feste salesiane)

1.2.          LA CPG coltiva nei giovani e nelle loro famiglia una partecipazione attiva e gioiosa alla Santa messa domenicale, cuore della vita comunitaria.

1.3.          La CPA valorizza e rafforza i percorsi formativi offerti alle famiglie e ai nubendi

2.        Realizzare alleanze educative tra animatori e catechisti per un coordinamento unitario del cammino di iniziazione cristiana 

 

 

2.1.  Da una catechesi dottrinale ad una catechesi dallo slancio salesiano e missionario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.2.  Da uno stile oratoriano soprattutto ludico-educativo ad uno stile oratoriano fondato e nutrito dal kerigma evangelico 

2.1.1.     La CPA elabora un piano di formazione per i catechisti, tenendo presente i contenuti e dinamismi propri dell’animazione oratoriana prevedendo incontri comuni con gli animatori dell’Oratorio

2.1.2.     La CPA favorisce l’inserimento dei fanciulli e dei ragazzi dell’iniziazione cristiana nell’ambiente e nel percorso educativo (gruppi post-cresima, laboratori educativi e sportivi) dell’oratorio

2.1.3.     La CPG favorisce l’inserimento dei fanciulli e dei ragazzi che frequentano l’oratorio nella vita attiva e sacramentale.

 

2.2.1.     La CPG cura e valorizza la formazione di gruppo formativo per fasce d’età ed il campo-scuola annuale

3.    Risvegliare nei fedeli il dono del sacerdozio battesimale 3.2.Da una presenza passiva dei fedeli al culto ad una partecipazione attiva e testimoniante

 

3.2.1.     La CPA valorizza i gruppi dell’Apostolato della preghiera e dell’ADMA

3.2.2.     La CPA anima e promuove incontri periodici di formazione liturgica

3.2.3.     Il Consiglio CEP coinvolge maggiormente la Famiglia Salesiana nella programmazione e nell’animazione dei momenti celebrativi in Parrocchia o in Oratorio

 

Dimensione educativo-culturale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Favorire l’esperienza di una “Chiesa in uscita” aperta al territorio, attenta ai bisogni del quartiere, che contrasta l’illegalità diffusa ed organizzata 1.1.  Da un approccio funzionale alla Parrocchia-Oratorio ad un approccio collaborativo, missionario e creativo

 

 

 

 

 

 

1.2.  Da una cultura attigua alla “zona grigia” ad una cultura responsabile, giusta e solidale

1.1 Il Consiglio CEP propone alle famiglie un gruppo di formazione cristiana nello stile salesiano

1.1.2.     Il Parroco e l’Incaricato dell’Oratorio accompagnano le famiglie dei ragazzi attraverso l’incontro mensile ad inserirsi gradualmente nella CEP attraverso la conoscenza del Regolamento dell’Oratorio, l’informazione delle attività, la formazione.

 

1.2.1       La CPG progetta l’Estate Ragazzi come momento formativo con carattere ludico-ricreativo per i ragazzi del quartiere e delle scuole

1.2.2       La CPG propone il Maggio Oratoriano alle scuole del territorio come percorso di educazione alla legalità attraverso giochi e momenti formativi

1.2.3       Il Consiglio CEP promuove percorsi sulla cittadinanza attiva e legalità, approfondiscono le ragioni dell’azione educativa-pastorale nella CEP, contrastano l’illegalità, la cultura della “zona grigia”, il chiacchericcio.

2.       Creare spazi di aggregazione giovanile (volontariato, comunicazione sociale, animazione missionaria, impegno socio-politico)

 

2.1    Da un’aggregazione giovanile prettamente funzionale ad un protagonismo giovanile realmente incentrato sulla crescita culturale della persona

 

 

 

 

 

2.2    Da un cortile dell’Oratorio “complesso” ad un cortile assisitito

2.1.1       La CPG elabora un piano di formazione per gli animatori e volontari SCU tenedo presente anche i contenuti e i dinamismi dell’iniziazione cristiana e della catechesi in genere e prevedendo momenti con i catechisti.

2.1.2       La CPG organizza il servizio di sostegno scolastico pomeridiano per ragazzi di scuola elemetari e medie attraverso il SCU e progetti.

 

2.2.1       L’Incaricato dell’Oratorio cura in cortile l’assistenza insieme agli animatori ed i volontari SCU

2.2.2       La CPG e la CPA organizzano per ragazzi e famiglie incontri, giochi, animazione dopo la S. Messa domenicale dell’Oratorio

2.2.3       Il Consiglio CEP organizza un servizio di portineria all’ingresso dell’Oratorio ed un triage di accoglienza, in modo da accogliere, vigilare e controllare l’accesso dei ragazzi ed adulti.

2.2.4       Il Consiglio CEP prevede e progetta un servizio di educativa di strada per il quartiere (in particolare Piazza Redentore) ricercando la collaborazione dell’Amministrazione comunale.

 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Promuovere la dimensione associativa nella duplice declinazione di ampia accoglienza (cortile) e di gruppo formativo 1.       Dalla predisposizione al gioco come elemento autoreferenziale e competitivo alla considerazione del gioco come luogo privilegiato di relazione educativa 1.1.          L’Incaricato dell’Oratorio ed il Parroco valorizzano rispettivamente la CPG e la CPA come luogo di partecipazione, di confronto e di animazione comunitaria dell’ambiente

1.2.          La CPG promuove i laboratori di interesse per ragazzi e giovani facendo rete con le associazioni e le scuole del territorio

1.3.          La CPG favorisce la partecipazione dei ragazzi ai gruppi sportivi, ai cammini formativi di fascia locali ed ispettoriali

1.4.          La CPG potenzia l’ASD Redentore con una proposta educativa e formativa.

2     Sensibilizzare l’ambiente nella dimensione caritativa verso i poveri, i migranti, gli ammalati 2.1    Da una solidarietà fraterna demandata esclusivamente al gruppo Caritas e al volontariato ad un senso diffuso di carità verso i poveri, i migranti, gli ammalati 2.1.1       La CPA e la CPG favoriscono la partecipazione attiva ai momenti di formazione locale, ispettoriale e diocesana

2.1.2       La CPG valorizza il Gruppo Missionario collaborando con la Caritas e con altre associazioni

2.1.3       La CPA cura la formazione del gruppo dei Ministri straordinari dell’Eucarestia e l’attenzione agli ammalati

 

DIMENSIONE VOCAZIONALE

Obiettivi specifici Processi Interventi
1         Promuovere, come a Valdocco, una cultura vocazionale per accogliere le aspirazioni più profonde dei giovani e delle loro famiglie 1.1.   Da un approccio quasi esclusivamente ludico-educativo alle relazioni ad una proposta esplicita della centralità di Cristo nelle diverse attività proposte

 

 

 

 

 

 

1.2.  Da un’idea teorica di solidarietà cristiana ad una prassi concreta progettuale dell’essere solidali ricca di spiritualità del quotidiano

1.1.1.     Tutti i ragazzi, catechisti, genitori, volontari, animatori partecipano alla preghiera quotidiana dell’Oratorio e alla buona notte salesiana preparata dall’Incaricato dell’Oratorio coinvolgendo anche i laici impegnati.

1.1.2.     La CPG e la CPA favoriscono il dialogo e l’accompagnamento personale (salesiani e laici) dei giovani attraverso colloqui e contatti personali. 

 

1.2.1.     La CPG e la CPA favoriscono esperienze concrete di fraternità e di solidarietà con il mondo delle povertà locali (gruppo Caritas, gruppo missionario, mensa dei poveri).

1.2.2.     La CPG promuove progetti nell’ambito educativo e per l’accompagnamento dei giovani al lavoro.

 3.2. Centro di Formazione Professionale
Animato dal desiderio di garantire dignità, lavoro e futuro ai suoi giovani, don Bosco diede vita ai laboratori di arti e mestieri. Questo servizio e preparazione sarà arricchito con la vocazione e con la presenza del Salesiano Coadiutore. Nei decenni a cavallo tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI si è cercato di passare da un modello educativo istituzionale a un modello educativo comunitario, stimolando la partecipazione attiva di salesiani e laici. .

Memori di questa tradizione, i laboratori di formazione professionale ebbero inizio al Redentore nel 1906, assumendo poi nel 1920 una fisionomia tipicamente professionale attraverso l’azione decisa del direttore salesiano don Federico Emanuel. Nel 1946, il direttore salesiano don Luigi Di Vico promosse e realizzò un programma didattico e laboratoriale innovativo: officina meccanica, laboratorio falegnami-ebanisti, tipografia, legatoria, sartoria e calzoleria. Nel 1978, i Salesiani promossero il CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale) come associazione animatrice del Centro di Formazione Professionale. Attualmente le principali attività del Centro sono: corsi triennali gratuiti indirizzati ai ragazzi in obbligo formativo nelle qualifiche di Operatore elettrico e di Operatore alla riparazione dei veicoli a motore; progetto Garanzia Giovani, rivolto alla fascia dei giovani neet; progetti formativi ed educativi rivolti al target dei giovani e dei giovani adulti (progetto Canti, progetto OR.CO.); corsi per adulti come quello finalizzato al conseguimento della qualifica in Operatore Socio-Sanitario. Il CNOS-FAP Regione Puglia è accreditato presso Regione Puglia con Determinazione del Dirigente servizio formazione professionale 16 Maggio 2014 n. 432 (BURP n. 65 del 22/05/2014), a Bari (cod. pratica 6JLJFY5). Info web: https://www.cnospuglia.it/

 

Dimensione dell’educazione alla fede
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Creare un ambiente (POF, persone, didattica, strutture e attività) favorevole all’annuncio del Vangelo e alla sensibilizzazione dei valori cristiani, generando nei giovani una risposta positiva alla proposta cristiana. 1.1  Da una docenza funzionale ad una docenza consapevole del valore educativo della fede.

 

 

 

 

 

1.2 Dalla semplice fruizione di un servizio alla proposta di attività per la condivisione del PEPS con i genitori dei ragazzi.

1.1           Il direttore salesiano ed il coordinatore didattico insieme alla CSE elaborano un piano di formazione salesiana e cristiana per i docenti.

1.1.2       L’animatore salesiano organizza ed anima il momento dell’accoglienza e del Buongiorno.

 

1.2.1       Il coordinatore didattico ed il direttore salesiano organizzano ed animano incontri di sensibilizzazione ai temi della missione salesiana indirizzati ai genitori dei ragazzi che frequentano i corsi.

1.2.2       Il coordinatore didattico ed il direttore salesiano organizzano ed animano incontri di sensibilizzazione ai temi della missione salesiana indirizzati alle famiglie dei ragazzi che frequentano i corsi e promuovono la partecipazione attiva ai momenti liturgici salienti della vita salesiana (31 gennaio, 24 maggio, 8 dicembre)

2.   Qualificare gli strumenti privilegiati in ordine alla proposta cristiana.

 

2.1 Da una visione orizzontale del sapere alla prospettiva che ogni disciplina può mettere in luce il “mistero” della vita. 2.1.1      Il coordinatore didattico, l’animatore salesiano, il direttore salesiano elaborano ed animano la formazione didattica, pedagogica e salesiana dei docenti

2.1.2      Il coordinatore didattico pianifica le unità didattiche e i laboratori interdisciplinari.

Dimensione educativo-culturale
Obiettivi specifici Processi Interventi
1. Favorire una cultura cristianamente ispirata. 1.1 Da un approccio alla vita in termini consumistici alla proposta di nuove metodologie didattiche e di proposte formative che aiutino i giovani a comprendere la ragionevolezza e la fondatezza dei valori cristiani che, sottesi alla competenza e alla professionalità, conferiscono ad esse significato. 1.1.1       I docenti delle materie trasversali elaborano unità didattiche che affrontino il problema della fede e del vivere comune.

1.1.2       Il coordinatore didattico affiancato dall’Equipe socio-psico-pedagogica attiva percorsi di accompagnamento psicologico ed educativo, di supporto alla dimensione affettiva e di promozione della cultura della legalità.

2.   Consolidare l’idea che l’educazione è un elemento qualificante e centrale del CFP Salesiano. 2.1 Dalla difficoltà di accogliere ragazzi in dispersione scolastica alla valorizzazione della dimensione educativa. 2.1 Il coordinatore didattico ed il direttore salesiano presentano ai genitori del CFP il patto educativo, il regolamento del CFP, la figura di don Bosco e i temi fondanti del sistema preventivo.
 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.   Rafforzare il coinvolgimento dei ragazzi e dei docenti all’interno delle attività di gruppo della CEP.

 

1.    Dall’erogazione di un servizio formativo al rafforzamento della dimensione comunitaria in stile di animazione.

 

1.1            Il coordinatore didattico ed il tutor valorizzano lo stile dell’animazione per i giovani proponendo ai più sensibili percorsi formativi di gruppo.

1.2             L’animatore salesiano e la CSE organizzano attività di gruppo, l’integrazione con le attività dell’Oratorio, la partecipazione a gruppi formativi e ad attività ispettoriali, la promozione di iniziative di solidarietà.

 

Dimensione vocazionale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Creare un ambiente vocazionale, che susciti nei giovani una risposta della vita concepita come dono. 2.       Da una cultura frammentata ed egoista alla proposta di iniziative di solidarietà che tengano conto delle povertà emergenti.

 

2.1.          L’animatore salesiano e la CSE organizzano incontri formativi finalizzati ad attività di solidarietà.

2.2.          Il coordinatore didattico ed i docenti progettano ed attuano unità didattiche specifiche.

2.3.          Il direttore salesiano e l’animatore salesiano curano l’accompagnamento personale dei giovani.

       

 

3.3. Centro Socio-educativo per i minori “I ragazzi di don Bosco”
Don Bosco, per le strade di Torino, vide le necessità dei giovani in pericolo e rispose alla loro povertà aprendo nuovi fronti di servizio pastorale. Appena entrato nel Convitto, don Cafasso gli aveva affidato il compito di visitare le carceri, nelle quali, per la prima volta, constatò la condizione allarmante e sfortunata di molti giovani detenuti. L’impatto con i giovani del carcere commuove don Bosco turbandolo, ma suscita in lui anche una riflessione operativa. In questa prospettiva nasce il Centro Socio-educativo per minori “I ragazzi di don Bosco”, gestito dalla cooperativa “Il Sogno di Don Bosco” fondata nel 2007 su iniziativa di tre colleghi, dirigenti dell’allora comunità “Don Gregorio Varrà”, ai quali nel 2003 il direttore salesiano del Redentore di Bari ne aveva affidato la gestione. Nel 2016 inizia con una qualificata equipe di educatori il Centro socio-educativo diurno “I ragazzi di don Bosco” (realizzato con finanziamento regionale PO FESR 2007-2013 – Avviso Pubblico per la presentazione di progetti di intervento innovativi e sperimentali – BURP 119/2008 – Linea di Intervento 3.2. Azione 3.2.1 Linea B) che svolge la propria attività in collaborazione con l’Oratorio Centro Giovanile. Il Centro socio-educativo diurno è una struttura di prevenzione e di recupero aperta ai minori più fragili, esposti a rischio di emarginazione o di devianza. Esso propone un programma di attività e servizi socio-educativi, culturali, ricreativi e sportivi. L’accoglienza massima è di 30 minori, residenti nella città di Bari. Il centro è aperto dalle ore 14.30 alle 19.30 dal lunedì al sabato. Per conoscere le modalità di iscrizione è necessario rivolgersi al Servizio Sociale del Municipio di appartenenza. Il Centro socio-educativo diurno per minori è autorizzato dalla Comune di Bari con autorizzazione n. 2013/200/240 del 22 maggio 2013.

Info web: https://www.ilsognodidonbosco.it/aree-di-intervento/centro-socio-educativo-diurno.html

 

Dimensione dell’educazione alla fede
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Orientare gli educatori ad una mentalità evangelica nello stile salesiano ed i ragazzi a coltivare il senso della trascendenza

 

1.     Da un ascolto statico e sterile dell’annuncio evangelico ad una rinnovata adesione del kerigma capace di leggere e incidere nel tessuto sociale ed educativo dei nostri tempi

 

 

 

 

1.1    Il direttore salesiano ed il coordinatore educativo insieme alla CSE elaborano un piano di formazione salesiana e cristiana per gli educatori

1.2    Il coordinatore educativo e gli educatori insieme ai ragazzi partecipano alla preghiera della sera e alla buona notte salesiana

1.3    Gli educatori accompagnano i ragazzi nella dimensione di apertura alla trascendenza

1.4    Il direttore salesiano ed il coordinatore educativo propongono ai genitori incontri per condividere il progetto educativo salesiano

 

Dimensione educativo-culturale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Accrescere la cultura della prossimità e della solidarietà nel quartiere 1.     Da una cittadinanza passiva, indifferente al prossimo e ripiegata sui propri interessi, ad una cittadinanza attiva capace di sperimentare la fraternità nel raggiungimento del bene comune 1.1  Il coordinatore educativo, gli animatori e la CSE organizzano per i ragazzi ed i genitori: Mercatini etnici e solidali; Lezioni di ballo/ cucina ecc.; Attività teatrali; Proiezioni di film; Sportello d’aiuto; Visite guidate

1.2  Il Consiglio CEP promuove percorsi sulla cittadinanza attiva e legalità, approfondiscono le ragioni dell’azione educativa-pastorale nella CEP, contrastano l’illegalità, la cultura della “zona grigia”, il chiacchiericcio.

 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Rendere il Centro socio-educativo diurno per minori una famiglia animata dal criterio oratoriano di Valdocco

 

1.     Da una presenza ed una partecipazione esclusivamente funzionale alle proprie necessità alla costruzione di relazioni e di un clima di famiglia miranti a proposte di gruppo di formazione umana e cristiana 1.     Il coordinatore educativo e gli educatori favoriscono l’inserimento dei ragazzi nei percorsi della CEP
Dimensione vocazionale
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.     Orientare e accompagnare i ragazzi alla ricerca  della propria vocazione, seguendo un itinerario spirituale-educativo.

 

1.     Da una testimonianza di fede e professionale ad una testimonianza feconda e aperta all’ascolto

 

1.1  Gli educatori curano una rete di orientamento, una mappa educativa delle figure professionali attraverso testimonianze, tavole rotonde, incontri mirati alla crescita personale.

1.2  Il direttore salesiano e il coordinatore educativo curano l’accompagnamento personale dei ragazzi

 

3.4. Comunità Educativa per minori “16 Agosto”
Don Bosco si considerò mandato da Dio a rispondere al grido dei giovani poveri e intuì che, se era importante dare risposte immediate al loro malessere, lo era ancor di più prevenirne le cause con una proposta educativa integrale. Per questo volle, in primo luogo, accogliere presso di sé i giovani, orfani e abbandonati, che arrivavano nella città di Torino in cerca di lavoro, non potendo o non volendo i loro genitori prendersi cura di loro. A Bari nel 2015, anno del bicentenario della nascita di Don Bosco, l’opera salesiana Redentore ha voluto fare un bel regalo a don Bosco, un monumento vivente: la comunità educativa per minori “16 Agosto”, affidando la gestione alla Piccoli Passi Grandi Sogni Onlus. La struttura si trova nel cuore dell’opera Salesiana Redentore ed è stata possibile realizzarla grazie al sostegno del progetto “Faber” finanziato dalla “Caritas Diocesana Bari – Bitonto” (Fondo CEI 8 x 1000) e al successivo contributo dell’associazione Hfr Basel. La “16 Agosto” è il nostro dono di gratitudine e riconoscenza, di affetto e simpatia a don Bosco per aver donato ai ragazzi la speranza di un mondo accogliente ed inclusivo, solidale e familiare. La comunità 16 Agosto è stata inaugurata il 19 ottobre 2015 dal Rettor Maggiore dei Salesiani e X successore di don Bosco don Ángel Fernández Artime e dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto S.E. Mons. Francesco Cacucci. Essa è un servizio residenziale, finalizzato all’accoglienza e alla cura dei minori italiani e stranieri di sesso maschile, compresi nella fascia d’età 13-18 anni, affidati dal Tribunale per i Minorenni del Settore Civile, Penale e Amministrativo o dai Servizi Sociali dei Comuni. L’accoglienza massima è di 10 minori (più 2 di emergenza).          La Comunità educativa per minori “16 Agosto” è autorizzata al Funzionamento n°3/2016/SA-SE del Comune di Bari. Info web: http://www.piccolipassigrandisogni.it/comunita-educative/bari-16-agosto/

 

Dimensione dell’educazione alla fede
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.        Aderire liberamente, coscientemente e responsabilmente ai contenuti del messaggio cristiano o di altre confessioni religiose, come una possibile dimensione del vivere umano.

 

1. Da un atteggiamento di indifferenza ad una ricerca di trascendenza, di verità, di speranza, di pace e di giustizia 1.1  Il direttore salesiano ed il coordinatore educativo accompagnano gli educatori nella ricerca di una personale dimensione spirituale.

1.2  L’equipe educativa con la propria testimonianza di vita accompagna il percorso di ricerca vocazionale e sostiene la partecipazione alle liturgiche delle confessioni religiose cui aderiscono i ragazzi della comunità, favorendo il confronto

1.3  L’èquipe educativa insieme al CSE valorizza il Natale come momento di confronto e di preghiera interreligiosa, valorizzando il tema: “L’umanità come famiglia”

 

Dimensione educativo-culturale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Soddisfare i bisogni primari, riguardanti salute, cura della persona

 

1.       Da un’ottica assistenzialista ad una visione proiettata verso l’autonomia del soggetto

 

1.1.  Il coordinatore forma gli educatori all’accompagnare e sostenere e a non sostituirsi ai ragazzi, valorizzando le indicazioni della Lettera da Roma di don Bosco.

 

1.2.  Gli educatori accompagnano ciascun ragazzo nelle attività di cura di sé, dei propri oggetti e dell’ambiente in cui vive

2.       Riservare un’attenzione particolare alla dimensione affettiva come componente fondamentale dello sviluppo umano 2.1 Dalla confusione al riconoscimento e all’espressione   delle proprie emozioni 2.1.1 Gli educatori curano laboratori di educazione alle emozioni in collaborazione con la CSE
 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Creare una rete di rapporti affidabili e funzionali alla crescita del ragazzo

 

1. Dal solipsismo al bene comune 1.1. L’èquipe educativa struttura percorsi educativi in collaborazione con i diversi servizi territoriali coinvolti e con le famiglie

1.2. I ragazzi incontrano le famiglie in modalità protetta

 

Dimensione vocazionale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Superare il disagio relazionale e le problematiche esistenziali ad esso connesse

 

 

 

 

 

1.1. Da una percezione di sé negativa alla acquisizione della consapevolezza delle proprie abilità e competenze

 

1.2. Dalla mancata consapevolezza alla valorizzazione delle potenzialità di ciascuno

 

1.1.  Il direttore salesiano, la CSE e il coordinatore curano un piano di formazione degli educatori alla pedagogia del Sistema preventivo.

 

1.2.1 Gli educatori in collaborazione con le agenzie educative del territorio curano i ragazzi in attività di formazione, di volontariato, di lavoro e di svago diversificate

2.       Ristrutturare e rielaborare il passato (attraverso una ricerca di senso nella storia e negli avvenimenti) 2.1    Dal “vivere alla giornata” alla costruzione di un orizzonte di senso nel futuro 2.1.1      L’équipe educativa favorisce incontri di sostegno psicologico per i ragazzi

 

3.5. Convitto Universitario Salesiano Michele Rua (CUSMIR)
Nel 1988, centenario della morte di don Bosco, la comunità salesiana del tempo, studiando la situazione giovanile della città di Bari, diede vita al Cusmir, convitto universitario intitolato al Beato Michele Rua, fondatore dell’Opera salesiana “Redentore” di Bari. Il CUSMIR si propone di essere un ambiente in cui i giovani studenti respirano la novità dell’Evangelo di Cristo nella declinazione propria del carisma salesiano. Attualmente il Cusmir offre a trenta giovani la possibilità di compiere e vivere il proprio percorso universitario arricchendolo e intrecciandolo con un cammino di formazione umana e cristiana. Inoltre esso è posto, salesianamente e geograficamente parlando, in un’Opera e in una città ricche di stimoli sociali e culturali. La polifunzionalità e la multidimensionalità del Redentore permette ai giovani universitari di venire a contatto e maturare esperienze di condivisione miranti ad una crescita integrale della persona.  

Infoweb: https://www.cusmir.it/

 

Dimensione dell’educazione alla fede
Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Sensibilizzare i giovani universitari a coltivare tempi di meditazione della Parola e di preghiera personali e comunitari 1.       Da un atteggiamento di distanza o indifferenza verso il senso religioso della vita ad un ascolto attivo del kerigma evangelico 1.1    L’animatore valorizza la cappella interna del convitto universitario per la meditazione e la preghiera personale

1.2    La CC propone ed anima Lectio divina nei momenti forti dell’anno liturgico, sottolineando liturgicamente le memorie dei santi salesiani

2.       Sensibilizzare i giovani universitari a coltivare una vita sacramentale (eucarestia e confessione) 2.1    Da un atteggiamento di distanza o indifferenza verso una vita sacramentale ad una partecipazione attiva e costante ai segni della grazia di Dio  2.1.1. L’animatore propone settimanalmente la celebrazione della santa messa

2.1.2. L’animatore assicura settimanalmente la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione

 

Dimensione educativo-culturale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1         Sensibilizzare i giovani universitari ad un confronto arricchente a partire dai diversi indirizzi accademici 1         Da una mentalità accademica auto-referenziale, rivolta al solo specifico della propria facoltà, ad un approccio olistico della realtà culturale e sociale 1.1.1   La CC valorizza l’incontro formativo mensile denominato “Facoltà in dialogo”

1.1.2   La CC valorizza momenti informali di confronto socio-culturale

2         Sensibilizzare i giovani universitari a sviluppare una cittadinanza attiva 2.1    Da una presenza passiva, residenziale, sul territorio ad una presenza attiva capace di accogliere opportunità esterne di formazione 2.1.1      La CC valorizza le diverse iniziative socio-culturali proposte dall’opera salesiana del Redentore e dagli enti socio-culturali presenti sul territorio
 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1         Sensibilizzare i giovani universitari a costruire e vivere uno spirito di famiglia 1.1 Da una mentalità “condominiale”, caratterizzata da individualismo e isolamento, ad uno spirito di condivisione giovale

 

 

1.1    L’animatore propone ed anima momenti di condivisone ludica (sport, gite, ecc.) e culturale (cineforum, visite guidate, ecc.) anche con gli altri settori del Redentore, particolarmente con l’Oratorio

1.2    Il direttore salesiano e l’animatore valorizzano i grandi momenti di festa della tradizione salesiana (Immacolata, Don Bosco, Don Rua, Domenico Savio, Maria Ausiliatrice)

 

Dimensione vocazionale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Sensibilizzare i giovani universitari a vivere lo studio come missione

 

1.1    Da un’idea di studio prettamente funzionale alla realizzazione professionale ad uno studio propedeutico alla realizzazione del bene comune. 1.1.1      La CC valorizza l’incontro formativo mensile denominato “Facoltà in dialogo”

 

2.       Sensibilizzare i giovani universitari a discernere la volontà di Dio nella propria vita

 

 

2.1    Da un futuro letto esclusivamente in chiave di auto-realizzazione professionale ed esistenziale alla maturazione di un progetto di vita. 2.1    Il direttore salesiano e l’animatore assicurano la possibilità di un cammino di direzione spirituale

2.2    La CC propone attività di volontariato e di discernimento vocazionale (livello locale e livello ispettoriale)

 

3.6. Laboratorio culturale “don Bosco oggi” e Biblioteca di Quartiere “don Bosco”

L’Aps “Laboratorio don Bosco oggi” (DB Lab) nasce nella casa salesiana di Bari per offrire un contributo di riflessione e di studio sull’azione educativa-pastorale dell’Opera Redentore di Bari. Gestisce il laboratorio culturale e la Biblioteca di quartiere don Bosco. Il DB Lab vuole essere una proposta di alta spiritualità cristiana e salesiana, e ciò alla luce dei tre pilastri (ragione, religione, amorevolezza) che caratterizzano il Sistema preventivo di San Giovanni Bosco. Dei tre, il DB Lab, intende sottolineare e valorizzare la ragione, ovviamente senza perdere il legame strutturale che lo lega inscindibilmente agli altri due. Ecco perché il DB Lab, per definire la sua identità, natura e missione, sceglie come icona salesiana una delle celebri affermazioni che don Bosco rivolge ai suoi giovani: Io per voi studio. Nella piena consapevolezza che il carisma salesiano, per sussistere realmente e in modo efficace, deve riconoscersi parte di una realtà più ampia che la precede e la significa, ovvero la Chiesa. Per cui il DB Lab individua nella Dottrina sociale della Chiesa lo spazio ideale e reale da cui attingere e dipendere per svolgere una efficace azione pastorale. Il 31 gennaio 2015 è stata inaugurata la Biblioteca di quartiere don Bosco dall’Ispettore I.M.E. don Pasquale Cristiani e dal Sindaco della città di Bari, Ing. Antonio Decaro. L’associazione LABORATORIO DON BOSCO OGGI, codice fiscale 93467750720, è iscritta, con Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 231 del 1° luglio 2020, al Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale in qualità di articolazione territoriale dell’associazione nazionale “Salesiani per il sociale”, iscritta con il n. 44 al Registro predetto.

Infoweb: http://laboratoriodonboscooggi.donboscoalsud.it/go/news.aspx

 

Dimensione dell’educazione alla fede
Obiettivi specifici Processi Interventi
1         Annunciare e diffondere efficacemente i valori propri del cristianesimo 1.1    Da un kerigma evangelico declinato per pochi ad un annuncio comunicabile ai più

 

1.1    La CC programma incontri di formazione e aggiornamento sulla Dottrina sociale della Chiesa, seminari e laboratori di cultura religiosa
2         Valorizzare il patrimonio (cartaceo e digitale) di spiritualità custodito nella Biblioteca 2.1    Da una conservazione statica dei volumi di spiritualità e di cultura religiosa ad una loro diffusione ad intra ed extra del Redentore 2.1    La CC interagisce più attivamente con la Parrocchia-Oratorio ed il Centro Diurno
 

Dimensione educativo-culturale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.       Accrescere il contributo del DB Lab in termini di diffusione e di efficacia pastorale 1.1    Da una proposta troppo accentuata verso il mondo accademico ad una produzione più attenta al pensiero e al linguaggio giovanile 1.1.1.     La CC, collaborando con il gruppo CS, cura la Rivista della Comunità Educativa Pastorale (anche on-line) rendendola più vicina al mondo giovanile approfondendo l’azione educativa e pastorale della CEP Redentore

1.1.2.     La CC anima l’Agorà sociale, Seminari, Caffè filosofici e Salotti letterari coinvolgendo i giovani

2.   Riscoprire il patrimonio culturale del territorio e dell’opera salesiana (figure, opere, ecc.) per disegnare nuove prospettive di futuro. 2.1    Da una conoscenza latente del passato storico e culturale di Bari ad un nuovo slancio progettuale dalle radici forti 2.1.1   La CC promuove, anche attraverso il progetto urbis, una cultura della cittadinanza attiva
 

Dimensione di gruppo e associativa

Obiettivi specifici Processi Interventi
1         Maturare un maggiore senso ecclesiale

 

1.1 Dal rischio di chiudersi in una monade pastorale autosufficiente al ruolo di stimolo per le realtà parrocchiali esistenti sul territorio 1.1    La CC favorisce la rete con gli ambienti educativi del Redentore e con le agenzie educative ed ecclesiali presenti sul territorio
2. Coinvolgere come soggetti attivi i giovani universitari del Cusmir proponendo la la Biblioteca di quartiere come luogo di aggregazione culturale per tutti i giovani universitari 2.1    Da una presenza di puri fruitori da parte dei giovani del Cusmir ad una presenza propositiva nell’animazione della Biblioteca

 

 

2.2    Da una mancata convocazione dei giovani universitari presenti sul territorio ad una proposta culturale ad ampio raggio

2.1    L’Incaricato del laboratorio, l’animatore del cusmir sensibilizzano i giovani del Cusmir a donare tempo e cultura all’animazione della Biblioteca

 

2.2    La CC promuove la Biblioteca come luogo d’interazione e di studio tra i giovani universitari

3. Proporre la Biblioteca come “mediazione e spazio culturale” per gli ambienti educativi del Redentore e le agenzie educative del territorio 3.1 Da una marcata distanza fra la proposta culturale della Biblioteca ad una collaborazione feconda con gli ambienti educativi dell’opera 3.1.1 La CC propone attività culturali per i ragazzi del Centro Diurno e della Comunità 16 agosto (es. laboratorio di scrittura creativa, ecc.) coinvolgendo maggiormente anche con le scuole del territorio
 

Dimensione vocazionale

Obiettivi specifici Processi Interventi
1.   Rivitalizzare la vita cristiana negli ambienti sociali ed educativi 1.1 Da un annuncio dell’evangelo esclusivamente catechetico ad una testimonianza autorevole nella società secolarizzata 1.1    La CC promuove seminari o stage d’informazione e formazione sulle prospettive di futuro per i giovani sul territorio barese
2. Promuovere nei giovani la spinta a maturare scelte etiche ed esistenziali per il futuro 2.1 Da una fruizione puramente accademica o funzionale della Biblioteca ad una condivisione culturale capace di generare nei giovani scelte di vita 2.1    Il Consiglio CEP promuove incontri di orientamento universitario e lavorativo

 

 

4.      SETTORI TRASVERSALI DI ANIMAZIONE DELLA PASTORALE GIOVANILE SALESIANA

Il PEPS promuove la crescita di una fede operativa con impegni educativi e pastorali trasversali, radicati nel carisma salesiano:

  1. Il direttore salesiano nomina, sentito il Consiglio CEP, gli incaricati dei settori trasversali di animazione;
  2. Gli Incaricati sono consiglieri di diritto del Consiglio CEP. Il loro incarico, salvo diverse indicazioni, termina quando cessa il Consiglio CEP che ha durata triennale;
  3. Gli incaricati dei settori trasversali di animazione della pastorale giovanile salesiana, in accordo con il coordinatore di Commissione CEP, partecipano almeno due volte all’anno ai rispettivi incontri di Commissioni CEP, ascoltando le istanze dei partecipanti e promuovendo l’animazione del settore di competenza.

4.1. Movimento Giovanile Salesiano (MGS)

 Il delegato MGS:

  • è il referente tra il MGS locale e la consulta regionale;
  • rappresenta il MGS locale presso gli organismi di partecipazione diocesani di PG;
  • partecipa agli incontri della consulta regionale e alle assemblee territoriali;
  • organizza, realizza e incentiva la partecipazione agli eventi regionali/territoriali del MGS almeno due volte l’anno;
  • promuove all’interno della CEP la comunicazione e la riflessione sulla vita del movimento extralocale. 

 

Obiettivi

  1. Favorire la visione del MGS come espressione giovanile dell’azione pastorale e del carisma salesiano nella città.
  2. Rafforzare la coscienza di appartenere al MGS come luogo di sano protagonismo giovanile.

 

Processi

1.1Da un coinvolgimento alquanto fragile ad una partecipazione convinta alle convocazioni giovanili ecclesiali e territoriali

1.2. Da un impegno saltuario ed individuale ad una presenza ordinaria e comunitaria

2.1 Dal considerare i giovani dei semplici destinatari a renderli protagonisti della propria crescita umana e cristiana

 

Interventi

1.1.1 La CPG recepisce, per tutti i gruppi giovanili, l’obiettivo annuale elaborato dall’assemblea territoriale MGS

1.1.2 Il Consiglio CEP promuove la partecipazione comunitaria a convocazioni giovanili ecclesiali

1.2.1 Il delegato locale MGS collabora con le realtà educative ed ecclesiali presenti sul territorio partecipando agli incontri programmati

1.2.2. Il Consiglio CEP, sollecitato dai delegati MGS, favorisce la partecipazione dei giovani ad incontri di spiritualità: Quaresima Viva, appuntamenti regionali per la Festa di don Bosco…

2.1.1. Il Consiglio CEP valorizza ed ascolta il delegato locale MGS nelle decisioni

2.1.2 Il delegato MGS partecipa alle consulte diocesane, regionali, territoriali come luogo di corresponsabilità

 

4.2. Animazione vocazionale (AV)

L’Incaricato dell’Animazione Vocazionale è il Vicario del direttore salesiano coadiuvato dalla Consulta locale della Famiglia Salesiana.

 

Obiettivi
1. Riscoprendo la vita come dono, accettare la sfida dei cambiamenti culturali ed abilitare a ripensare una nuova azione pastorale che metta al centro l’urgenza di una nuova evangelizzazione curando una maggiore intenzionalità vocazionale umana e cristiana soprattutto nei luoghi dell’educazione giovanile.

2. Favorire in tutti i membri della CEP la convinzione umana e teologica che la Vocazione alla vita in Cristo, con Cristo e per Cristo ha una dimensione universale, ed è Dio che chiama e sollecita una risposta libera e consapevole da parte di ciascun chiamato.

3.Promuovere lo spirito di famiglia come stile educativo di trasmissione della fede e del Vangelo.

 

Processi

1.1. Da un contesto segnato da una vera e propria crisi antropologica ad un articolato percorso formativo che tenga conto del contesto culturale nel quale vivono i ragazzi e i giovani

1.2. Da una presenza saltuaria e superficiale ad un rendersi conto dell’urgenza di “stare in cortile”, della “parolina all’orecchio” e quindi del necessario accompagnamento personale e di gruppo

1.3. Da una prassi vocazionale piatta all’urgenza di una nuova evangelizzazione che evidenzi il profilo dell’esperienza di fede.

2.1.   Da una prassi comunitaria fragile ad una comunità ecclesiale che riscopra la comunione come elemento costitutivo da curare e coltivare in termini qualitativi;

2.2.   Da un contesto di “zona grigia” ed un’esperienza di fede devozionistica ad una proposta coraggiosa testimoniata nel servizio educativo che attivi processi formativi ed in grado di proporre la fede come principio di discernimento anche nei processi culturali, senza complessi di inferiorità.

2.3.  Da una frammentazione liturgica al recupero del senso liturgico che orienti verso una comprensione dell’esperienza cristiana a 360 gradi, riducendo la distanza tra sacro e profano e restituendo l’ispirazione evangelica ad ogni gesto ed azione del nostro agire quotidiano.

3.1. Da semplici iniziative all’articolazione di una pastorale giovanile aperta all’animazione vocazionale che ne costituisce il fondamento in termini non solo quantitativi (la messa è molta…) ma anche e soprattutto qualitativi per trasformare la cultura e la società contemporanea secondo il Vangelo.

3.2. Dall’amicizia con i giovani all’accompagnamento vocazionale affinché ogni giovane possa riconoscere, assumere e seguire responsabilmente la chiamata di Dio per lui.

Interventi

1.1.1. Il Consiglio CEP educa la CEP con la testimonianza ad essere habitat naturale, luogo privilegiato del discernimento per permettere di conoscere ed approfondire la vocazione di ogni giovane.

1.2..1. I responsabili di ambiente educativo (Incaricato Oratorio, parroco, coordinatrice diurno, animatore Cusmir, animatore Cfp…) e i membri della FS si impegnano a stare con i ragazzi in cortile o nei luoghi di servizio educativo.

1.4.1. La Consulta della Famiglia salesiana locale ed i membri della FS curano la testimonianza vocazionale nei percorsi educativi ed attività della CEP.

2.1.2. I coordinatori CEP valorizzano gli organismi di partecipazione e di animazione comunitaria della CEP.

2.2.1 La Consulta FS e il Consiglio CEP curano trasversalmente la dimensione vocazionale degli animatori di ambiente educativo

2.3.1. L’Incaricato Vocazionale preveda incontri di formazione circa la presidenza della celebrazione e la partecipazione dei laici rivolti al Consiglio CEP

3.2.1. Tutti i membri della CEP, giovani e adulti, saranno accompagnati e si sosterranno a vicenda nel credere che “La nostra azione educativa deve proporre a tutti, con convinzione questa misura alta della vita cristiana ordinaria”.[13]

3.2.2. La comunità salesiana ed i membri della Consulta FS curano l’accompagnamento personale con i giovani ed i ragazzi della CEP verso l’adesione piena alla santità nelle diverse vocazioni specifiche.

 

4.3. Animazione missionaria (AM)

 

L’Incaricato delle Animazione Missionaria (AM) è il referente laico dell’Opera salesiana Redentore, cura il gruppo di AM e promuove la sensibilità missionaria nell’Opera.

 

Obiettivi

 

  1. Alimentare nella CEP, specialmente nei giovani, una vita interiore spiritualmente solida che generi atteggiamenti di servizio, di gratuità e doni il coraggio di sognare e desiderare il bene degli altri.

 

Processi

 

  • Da una vita di preghiera devozionistica ad una dimensione di sensibilità missionaria;
  • Da una vita vissuta in modo individualistico ad un vivere che sa rileggere il quotidiano dalla prospettiva degli ultimi.

 

Interventi

  • L’animatore del gruppo missionario ed i coordinatori delle Commissioni CEP promuovono la partecipazione dei giovani alla scuola di Mondialità dell’Ispettoria, alle iniziative missionarie della Diocesi e alle attività del gruppo missionario.
  • L’animatore del gruppo missionario sensibilizza al tema della missione i ragazzi dell’Oratorio (gruppi della catechesi, gruppi formativi e sportivi) anche attraverso incontri in occasione della giornata mondiale missionaria (ottobre) e la giornata missionaria salesiana (25 Febbraio)

 

  • L’animatore del gruppo missionario e la CSE promuovono la partecipazione alle attività della Caritas (quali la mensa dei poveri) ed il servizio di sostegno scolastico pomeridiano insieme ai volontari SCU dell’Oratorio.

 

  • L’animatore del gruppo missionario e la CSE organizzano incontri ed esperienze di carattere missionario per la CEP ed in modo particolare per gli animatori della CEP.
  • L’animatore missionario, insieme al direttore salesiano, promuove iniziative di confronto e di integrazione per migranti anche attraverso il social pub.
  • L’animatore missionario, in accordo con il direttore salesiano, coinvolge nel gruppo almeno due volontari del SCU che operano negli ambienti educativi di pertinenza del CSE o della CC.

 

  • Comunicazione Sociale (CS)

 

L’Incaricato delle CS è il referente laico dell’Opera salesiana Redentore, cura ed accompagna il gruppo delle CS ed ufficio stampa, e coadiuva il direttore salesiano nelle relazioni con gli organi di stampa e di Informazione

 

Obiettivi

 

  1. Valorizzare la CS come strumento aggregativo per e con i giovani
  2. Promuovere la cultura della comunicazione per informare correttamente e formare la comunità

 

Processi

 

  • Da una dispersione comunicativa alla creazione di processi culturali di comunicazione

 

  • Da una comunicazione superficiale ad una comunicazione attenta, consapevole, responsabile e formativa

 

Interventi

 

  • L’Incaricato CS, in accordo con il direttore salesiano, coinvolge almeno due giovani del SCU nell’animazione del gruppo formato da tutti i referenti social delle pagine che afferiscono al Redentore (Redentore Salesiani Bari, Cnos-Fap Bari, Centro diurno, Laboratorio don Bosco, Biblioteca di quartiere, Cusmir).
  • Il gruppo CS elabora un piano dei compiti rispetto alla gestione del sito web (salesianiredentorebari.it), dei social network (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube) e dell’ufficio stampa.

 

  • Il gruppo CS cura il notiziario mensile dell’Opera salesiana, collabora con la Rivista della CEP, il calendario annuale del Redentore e la campagna del 5×1000 o di fundraising anche in collaborazione con altre agenzie di comunicazione.
  • Il gruppo CS supporta la pastorale salesiana del Redentore nella realizzazione di eventi e attività locali e cura ordinariamente l’aggiornamento del sito, l’ufficio stampa, i social network, i progetti video–grafici e la fotografia.
  • Il gruppo CS partecipa alla formazione locale ed ispettoriale relativa alla Comunicazione sociale.

 

  • Emarginazione e disagio (EdG)

 

       L’Incaricato dell’Emarginazione e disagio è l’Incaricato dell’Oratorio

 

Obiettivi

 

  1. Promuovere l’informazione, la consapevolezza e l’azione responsabile attraverso la CEP in un contesto caratterizzato da fenomeni di disagio ed emarginazione
  2. Rendere gli ambienti educativi un luogo di accompagnamento alla vita, alla crescita formativa, di educazione alla legalità e di orientamento al lavoro.

 

Processi

 

  • Da una difficoltà a riconoscere il disagio giovanile ad ascoltare le esigenze dei più giovani
  • Da un ascolto passivo al riconoscimento consapevole dei bisogni dei giovani

 

  • Dal considerare i giovani semplici destinatari a coinvolgerli fino a renderli protagonisti
  • Dal vedere il disagio giovanile alla partecipazione di progetti per contrastare il disagio ed aiutare la condizione giovanile

 

Interventi

 

  • La Consulta EdG ed il Consiglio CEP promuovono, organizzano ed animano incontri di conoscenza del territorio e di educazione alla legalità, coinvolgendo giovani e adulti
  • La Consulta EdG locale corrisponde alla CSE
  • I responsabili degli ambienti educativi della CSE partecipano agli incontri ispettoriali e nazionali sull’EdG

 

  • La CSE organizza incontri tra i ragazzi dei vari ambienti educativi favorendo la rete tra realtà associative ad intra ed aprendosi al territorio
  • La CSE promuove e valuta la partecipazione a progetti socio-educativi destinati a giovani e famiglie del territorio e le presenta al Consiglio CEP per la discussione e l’approvazione.
  • La CSE accompagna e valorizza i progetti socio-educativi in atto per minori, giovani e famiglie, informando costantemente il Consiglio CEP.

 

  • Animazione dello sport

 

L’Incaricato dell’animazione dello sport è il Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Redentore.

 

Obiettivi

 

  1. Creare un ambiente (persone, strutture e attività) favorevole all’annuncio del Vangelo e alla sensibilizzazione dei valori cristiani, generando nei ragazzi, nei giovani e nelle famiglie una risposta positiva alla proposta cristiana.
  2. Confermare operativamente la scelta di uno sport per tutti, quale: Luogo di integrazione e coeducazione; Spazio di educazione e relazione; Occasione di sana competitività e ampia polisportività.

 

Processi

 

  • Dalla semplice figura di tecnico sportivo alla consapevolezza che nel proprio servizio educativo e formativo si testimonia ai ragazzi e ai giovani la dimensione quotidiana della fede vissuta

 

2.1    Da uno sport prettamente al maschile, a uno sport attento al femminile e alla coeducazione.

2.2    Da un’idea di sport legato al successo e alla ricchezza a uno sport umanizzante

 

Interventi

 

  • L’Incaricato dell’animazione dello sport insieme all’Incaricato dell’Oratorio curano la formazione salesiana e cristiana degli animatori promuovendo la partecipazione ai campi scuola locali, diocesani e ispettoriali
  • Gli animatori sportivi curano la partecipazione e l’animazione delle celebrazioni eucaristiche domenicali dei ragazzi

 

  • Gli animatori sportivi educano i ragazzi ad accogliere sia le vittorie che le sconfitte, rispettando le regole, i compagni e gli avversari
  • Gli animatori sportivi organizzano e promuovono tornei per ragazzi e ragazze
  • Gli animatori sportivi organizzano attività di solidarietà.

 

  • L’ASD valuta insieme al direttore salesiano la possibilità di partecipare a progetti sportivi comunali, regionali, nazionali.

 

5.      VERIFICA E RIPROGETTAZIONE

 

     La verifica del PEPS consente di misurare oggettivamente il suo impatto sulla realtà. Essa permette di valutare i risultati alla luce degli obiettivi, dei processi e degli interventi proposti, di scoprire nuove possibilità o urgenze apparse, e discernere riguardo nuovi passi da compiere. Il momento della verifica ha essenzialmente un fine promozionale e pedagogico, è di stimolo agli operatori per lavorare insieme senza derive individualiste e seguire orientamenti comuni senza estemporanee improvvisazioni.

 

  • Verifica annuale

 

            È necessaria una verifica annuale dello stato di avanzamento del Progetto. Tale verifica non si identifica con la verifica della programmazione annuale, in quanto il progetto non elimina quest’ultima, ma le offre un quadro più ampio nel quale inserirsi:

 

  1. Nel mese di aprile, le Commissioni del Consiglio CEP verificano il PEPS secondo gli ambienti di pertinenza.
  2. Il direttore salesiano raccoglie le verifiche dei coordinatori delle commissioni della CEP e presenta al Consiglio CEP, nel mese di maggio, la verifica sullo stato di attuazione del PEPS.
  3. Il Consiglio CEP indica, nella verifica, i processi e gli interventi che si ritiengono di urgente attivazione nei vari ambienti e settori dell’Opera
  4. Il direttore salesiano, dopo aver raccolto il parere del Consiglio CEP sulla verifica, e dopo averne ottenuto l’approvazione, la invia all’Ispettore
  5. A settembre, nella giornata dedicata alla programmazione della CEP, il direttore salesiano informa il Consiglio CEP delle eventuali osservazioni fatte dal Consiglio ispettoriale alla verifica del PEPS, ponendole come punto di partenza per poter programmare il nuovo anno educativo-pastorale

 

  • Verifica finale

 

            La verifica finale del progetto avviene alla scadenza dei tre anni dalla sua approvazione. È un momento comunitario che guarda al cammino fatto, analizzando “successi” e “limiti” caratterizzanti l’attuazione del PEPS. Tutti gli elementi che emergeranno dalla verifica saranno materiale indispensabile in sede di riprogettazione. La verifica finale coinvolge, a diversi livelli, tutti gli organismi della CEP: Consiglio, Commissioni e Gruppi:

 

  1. Durante la seconda parte dell’ultimo triennio dall’approvazione del PEPS (gennaio), i coordinatori delle Commissioni CEP avviano una verifica puntuale del PEPS, in modo particolare sugli ambienti di pertinenza: evidenziando gli aspetti positivi ed i limiti, modificando; integrando, riformulando gli obiettivi, i processi, gli interventi delle quattro dimensioni della PG salesiana (educazione alla fede, educativo-culturale, di gruppo e associativa, vocazionale).
  2. In questa fase bisogna necessariamente coinvolgere l’intera CEP secondo gli ambienti educativi-pastorali anche attraverso questionari, interviste, incontri….
  3. A marzo, i coordinatori delle Commissioni CEP presentano nel Consiglio CEP i risultati della verifica finale e la nuova formulazione, allegando anche un report sulle iniziative messe in essere per coinvolgere la CEP.
  4. Ad aprile, il direttore insieme ad alcuni consiglieri CEP, riprendono le verifiche delle Commissioni per formulare una nuova bozza del PEPS.
  5. A maggio il direttore presenta al Consiglio CEP il nuovo PEPS per la discussione e per l’approvazione. Dopo aver ottenuto l’approvazione, il direttore invia il PEPS all’Ispettore per l’approvazione definitiva.

  

Regolamento del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale REDENTORE BARI

 

Sezione I

La Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari  

  1. Natura ed identità della Comunità Educativa Pastorale (CEP)
    • I Salesiani dell’Ispettoria “Beato Michele Rua” dell’Italia Meridionale (I.ME.), sono presenti nella Chiesa locale di Bari-Bitonto e nella Città Metropolitana di Bari attraverso l’Istituto salesiano Ss. Redentore – casa salesiana di San Giovanni Bosco di Bari o Opera salesiana Redentore (Redentore). L’opera del Redentore è stata fondata nel 1905 da don Michele Rua, beato e primo successore di don Bosco.
    • L’Istituto salesiano Redentore di Bari comprende: Oratorio Centro Giovanile – Parrocchia – Centro di Formazione Professionale “CNOS/FAP Regione Puglia” – Convitto per studenti universitari Michele Rua “CUSMIR” – Laboratorio culturale e Biblioteca di quartiere “don Bosco” – Comunità educativa per minori “16 Agosto” – Centro Socio Educativo diurno per minori “I ragazzi di don Bosco” – Progetti educativi per minori, giovani e famiglie.
    • L’Istituto salesiano Redentore di Bari per il raggiungimento dei fini istituzionali seguendo il Magistero e gli orientamenti ecclesiali; le fonti e la tradizione salesiana codificate nelle Costituzioni dei Salesiani di don Bosco, nei Capitoli Generali dei Salesiani di don Bosco (CG 24; CG25, 79; CG25, 80; CG25, 84; CG25, 142; CG26, 15; CG26, 20; CG26, 96; CG26, 103; CG27, 15; CG27, 19; CG27, 44; CG27, 46; CG27, 69.1; CG27, 70-71), nelle deliberazioni Ispettoriali della Italia Meridionale (CI24, POI, 21-25), e del Consiglio Ispettoriale; le indicazioni del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari, del Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS) di Bari; collabora, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Ispettore, anche attraverso accordi negoziali o contratti commerciali con enti e associazioni che svolgono la missione educativa con minori, giovani e famiglie secondo lo spirito salesiano di don Bosco ed il sistema educativo preventivo nel rispetto del principio di legalità e solidarietà. I rapporti negoziali e/o contrattuali con associazioni culturali, sportive, associazioni del Terzo Settore e/o enti educativi che operano all’interno dell’Opera salesiana Redentore, sono da intendersi non nella forma della delega ma della collaborazione progettuale e della corresponsabilità tra salesiani e laici che condividono lo spirito salesiano di don Bosco nella missione educativa e che costruiscono la Comunità Educativa Pastorale di Bari attraverso la partecipazione agli organismi comunitari di partecipazione e la pratica del Sistema Preventivo e nel rispetto delle autonomie previste dalla Legge.
    • L’Istituto salesiano Redentore, l’intera Opera salesiana del Redentore è animata dalla Comunità Educativa Pastorale Redentore, sia soggetto che oggetto del nostro impegno educati­vo e pastorale (QdR 108).
    • Nella CEP si manifesta in modo particolarmente intenso e visibile la comunione e la condivisione nello spirito e nella missione di Don Bosco tra salesiani e laici (CG 24, 39).
    • La CEP è più un modo salesiano di animare che una nuova struttura o un semplice modo di organizzare il nostro lavoro. È un riconoscere che l’educazione avviene all’interno di una comunità, in una rete di relazioni significative (QdR 109).
    • La CEP è una comunità organizzata in cerchi concentrici con i giovani al centro, e che include la comunità religiosa sale­siana, famiglie, laici in diversi ruoli, e membri della Fami­glia Salesiana (QdR 110).
    • La CEP è la nostra esperienza di Chiesa, “è il nostro essere Chiesa, la nostra pastorale specifica inserita nella pastorale ecclesiale” (QdR 108) e nella comunità civile. Lo stesso Sistema Preven­tivo messo in opera dal singolo non può fare a meno di riferirsi al modello educativo della CEP e quindi esso stesso diventa profonda espressione di comunione. Diversamente perdereb­be la sua efficacia educativa (C 44-48; R 5; QdR 108).

 

Sezione II

Il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari  

  1. Natura ed identità del Consiglio della CEP
    • La comunità SDB di Bari, in ottemperanza alle indicazioni del CG 24 (cfr CG24 n.71) costituisce il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale (CEP) Redentore di Bari.
    • Il Consiglio della CEP Redentore (o Consiglio CEP):
      • è il nucleo animatore di tutta la Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari;
      • è il massimo organo di partecipazione ed animazione della CEP Redentore, presieduto dal Direttore salesiano, si compone della comunità religiosa dei Salesiani di Don Bosco (SDB), che costituisce il “riferimento carismatico” (CG 25, 70); dai responsabili della Famiglia Salesiana di Bari (FMA, ASC, ADMA, Exallievi di don Bosco, TR) e dai i laici rappresentativi della CEP secondo l’art. 6 del presente regolamento;
      • è formato dai principali collaboratori e corresponsabili nella animazione, missione educativa e gestione del Redentore.
      • Realizza l’unica missione salesiana che consiste nell’evangelizzare ed educare, forti della convinzione che la pienezza di vita e di felicità dell’essere umano è il progetto di Dio per tutti, che la vocazione di ogni persona è amare fino al dono di sé (QdR 51-53; cfr. Instrumentum Laboris del Sinodo 2018).
      • Redige il PEPS locale in con­formità col PEPS ispettoriale (R 4).
    • Il Consiglio CEP, oltre ai compiti che il CG 24 assegna al Consiglio CEP, recependo i Regolamenti Generali n. 26; RG, 29 (anche RG, 25; 27; 28; 30) e CG 21, 138 circa l’animazione comunitaria della Parrocchia, come segno espressivo della comunione e partecipazione della Parrocchia e di tutta l’opera salesiana Redentore, e secondo quanto indicato nel PG3 (Art. 2 della bozza di regolamento), si fa carico dei compiti attribuiti al Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) prescritti dal Codice di Diritto Canonico e dagli orientamenti della Chiesa locale.

 

  1. Compiti del Consiglio CEP
    • Il Consiglio CEP di Bari deve garantire l’organicità e l’unitarietà dell’azione pastorale del Redentore e si serve di commissioni operative ed équipe, per i vari ambienti educativi e pastorali dell’Opera stessa.
    • Il Consiglio CEP opera mediante la riflessione, il dialogo, la Programmazione educativa-pastorale, la comunicazione e la verifica degli interventi previsti (cfr. CG24, 160-161, 171) ed ha i seguenti compiti:
      • redige, approva, attua, verifica il Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS) dell’Opera Redentore accompagnando la CEP nella realizzazione del PEPS. Il PEPS:
        1. è la mediazione stori­ca e lo strumento pratico per l’inculturazione e la contestua­lizzazione del carisma e della missione salesiana (CG24 5), insieme allo strumento della Programmazione educativa-pastorale annuale.
        2. è la concretizzazione della mentalità progettuale, che deve guidare lo svolgimento della missione dell’Opera Redentore.
        3. Dura tre (3) anni dalla sua approvazione.
      • elabora, approva, attua, verifica la Programmazione educativa-pastorale annuale in riferimento al PEPS, alla Programmazione educativa-pastorale annuale dell’Ispettoria salesiana Italia Meridionale (I.ME.) e dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, alla proposta pastorale annuale del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), alla Strenna del Rettor Maggiore dei Salesiani di don Bosco, alle osservazioni delle visite canoniche dei superiori, alle verifiche in itinere e ad altre fonti ritenute significative, non dimenticando un’attenta analisi del contesto sociale. La Programmazione educativa-pastorale ha la durata di un (1) anno ed ha una funzione subordinata, operativa e di attuazione del PEPS;
      • coordina le programmazioni annuali dei vari ambienti educativi e pastorali dell’Opera, redatte in riferimento al PEPS ed alla Programmazione educativa-pastorale annuale;
      • studia e riflette sulla condizione giovanile e i bisogni educativi, in modo particolare del quartiere Libertà della Città di Bari;
      • approfondisce il patrimonio pedagogico salesiano per incarnarlo nel contesto;
      • promuove e realizza percorsi formativi per tutti i membri della CEP;
      • fa crescere i legami di comunione e di corresponsabilità tra i vari ambienti educativi del Redentore;
      • contribuisce nel discernimento per la realizzazione anche dal punto di vista strutturale di una presenza salesiana più significativa;
      • garantisce l’apertura e la collaborazione verso altre realtà educative e pastorali del territorio: Chiesa locale e società civile (associazioni, cooperative, enti del Terzo settore);
      • promuove il dialogo, gli incontri, i progetti a favore dell’educazione delle famiglie e dei giovani del territorio con le Istituzioni civili nazionali, regionali, cittadine, e con le Fondazioni o organismi di beneficenza;
      • esprime parere circa progetti e/o eventuali capitoli di spesa (attività, lavori di riqualificazione e di costruzione) direttamente legati all’attuazione del PEPS e delle Commissioni operative del Consiglio CEP ed ambienti educativi e pastorali dell’Opera;
      • esprime parere per il bilancio preventivo e consuntivo dell’Opera salesiana Redentore.

 

  1. Il Presidente del Consiglio CEP
    • Il Direttore salesiano è padre, maestro e guida spirituale, in quanto primo responsabile delle attività apostoliche e dell’amministrazione dei beni, è anche primo responsabile della CEP. Convoca e presiede il Consiglio CEP.
    • Il Direttore salesiano come primo responsabile della CEP, “anima gli anima­tori, è al servizio dell’unità globale dell’opera” (QdR 267), ed ha la responsa­bilità di essere custode dell’identità carismatica della CEP.
    • In caso di controversia, solo dopo paziente ricerca, spetterà al Direttore salesiano, sempre in dialogo con il Consiglio della Comunità SDB, la parola definitiva.
    • Il Direttore salesiano garantisce l’attuazione del cammino di formazione e di comunità per i membri del Consiglio CEP ed il cammino pastorale-educativo dell’opera salesiana Redentore.
    • È compito del Direttore salesiano rendere note ed esecutive le deliberazioni del Consiglio CEP, curare ed intrattenere rapporti con le Istituzioni, con gli organi di Stampa ed Informazione avvalendosi del Segretario della CEP o dell’Incaricato delle Comunicazioni Sociali ed Ufficio Stampa o di altri consiglieri.

 

  1. Il Segretario del Consiglio CEP
    • Il Segretario del Consiglio CEP è nominato dal Direttore salesiano ed ha i seguenti compiti:
      • Collabora con il Direttore salesiano per la convocazione del Consiglio CEP;
      • Prepara il Consiglio CEP attraverso la documentazione necessaria per le riunioni, redigendo i relativi verbali e conservandoli presso la direzione della casa;
      • Cura gli atti e i documenti, il protocollo della corrispondenza del Consiglio CEP;
      • Conserva tutti i verbali e/o documenti e/o atti prodotti dal Consiglio CEP presso la direzione della casa.
      • Collabora con il Direttore salesiano per i rapporti con le Istituzioni del territorio.

 

  1. I Consiglieri CEP
    • I Consiglieri della CEP devono avere una chiara consapevolezza del Regolamento della CEP e del Consiglio della CEP, del PEPS e della Programmazione educativa-pastorale annuale, come l’orizzonte concreto di tutte le programmazioni e attività dei diversi ambienti, una volontà di comunione e collaborazione con i diversi consiglieri della CEP e con i gruppi della Famiglia Salesiana che lavorano nel territorio, senso di Chiesa, volontà chiara di comunione e di servizio ai bisogni comuni per un servizio sempre migliore ai giovani e al territorio.
    • La composizione del Consiglio CEP risponde ai criteri indicati dall’Ispettore e dal suo Consiglio unitamente a quelli indicati dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto. Pertanto partecipano al Consiglio CEP con i medesimi diritti e doveri: consiglieri di diritto, in ragione dell’ufficio che svolgono; consiglieri eletti; consiglieri invitati.
    • Sono consiglieri di diritto:
      • I salesiani di Don Bosco (SDB) della comunità Redentore di Bari. La comunità salesiana è il punto di riferimento carismatico del Consiglio CEP, nucleo animatore dell’Opera. La comunità religiosa salesiana (cfr. C. 38, 47; R. 5), il suo patrimonio spirituale, il suo stile peda­gogico, i suoi rapporti di fraternità e di corresponsabilità nella missione, rappresentano una testimonianza di riferi­mento per l’identità pastorale del nucleo animatore: “svol­ge il ruolo di riferimento carismatico a cui tutti s’ispirano” (CG25, n.70);
      • I 4 coordinatori delle commissioni operative CEP (Pastorale Giovanile; Pastorale degli Adulti; Culturale; Servizi Socio-Educativi);
      • I coordinatori di ambiente educativo e pastorale quali: il coordinatore della Comunità Educativa per minori “16 Agosto”; il coordinatore del Centro Socio Educativo Diurno per minori “I ragazzi di don Bosco”, l’animatore responsabile del Cusmir, il direttore del Centro di Formazione Professionale, il coordinatore didattico-educativo del Centro di Formazione Professionale, l’animatore del CFP, il parroco, l’incaricato dell’Oratorio, il responsabile della Caritas, l’incaricato del laboratorio culturale, il responsabile della Biblioteca di quartiere, gli incaricati dei settori trasversali di animazione della pastorale giovanile salesiana (il delegato MGS, l’incaricato dell’Animazione Vocazionale, l’incaricato dell’Animazione Missionaria, l’incaricato della Comunicazione Sociale, l’incaricato dell’Emarginazione e disagio Giovanile, l’incaricato dell’Animazione dello Sport).
      • I responsabili dei gruppi della Famiglia Salesiana di Bari: la direttrice delle FMA, il coordinatore ASC, il coordinatore ADMA, il presidente degli Ex-allievi don Bosco, il coordinatore del TR.
    • I consiglieri eletti sono nove (9), secondo le seguenti modalità:
      • Quattro (4) eletti dalle quattro (4) Commissioni operative del Consiglio CEP. Ogni commissione operativa CEP eleggerà un (1) membro;
      • Un rappresentante laico del CAE della Parrocchia eletto dal CAE parrocchiale;
      • Un rappresentante del SCU eletto dei volontari del Servizio Civile Universale (SCU) dell’Opera;
      • Un Rappresentante dei genitori dei ragazzi che frequentano la CEP Redentore eletto dell’Assemblea di tutti i genitori;
      • Due (2) eletti dall’assemblea dell’intera Comunità Educativa Pastorale Redentore convocata appositamente per l’elezione. Gli elettori dovranno aver compiuto i diciotto (18) anni di età ed appartenere alla CEP Redentore di Bari.
    • I criteri di elezione, oltre che rispondere all’Art. 6.1 del presente regolamento e a tener presente la cosiddetta quota giovane, ovvero favorire l’elezione di consiglieri giovani in età (under 30 anni), saranno:
      • Per i consiglieri eletti dal CAE, SCU, genitori, assemblea CEP: a maggioranza relativa secondo la modalità dello scrutinio per alzata di mano o segreto;
      • Gli elettori dovranno aver compiuto i diciotto (18) anni di età ed appartenere alla CEP Redentore di Bari.
    • I consiglieri invitati sono invitati dal Direttore salesiano, udito il parere del Consiglio CEP. Il Direttore salesiano potrà integrare la sua composizione con i consiglieri invitati: persone ritenute necessarie al Consiglio stesso per il conseguimento delle sue finalità.

 

  1. Durata in carica dei Consiglieri CEP
    • Fatte salve le prescrizioni della competente autorità canonica, la durata in carica dei Consiglieri CEP è di tre (3) anni.

 

  1. Cessazione dei Consiglieri CEP
    • I consiglieri CEP, possono cessare per dimissione, per decadenza e per venuta meno dell’ufficio o incarico per il quale sono stati chiamati a fare parte del Consiglio CEP.
    • Le dimissioni dal Consiglio CEP di un membro devono essere motivate e presentate per iscritto al Direttore salesiano che decide se accettarle o respingerle. Egli comunicherà al Consiglio le presentate e accettate dimissioni, motivandole con prudenza e delicatezza.
    • Decade dal Consiglio CEP pure quel membro che, senza giustificazione, non partecipa a tre riunioni.
    • I consiglieri uscenti saranno sostituiti come segue:
      • Se consigliere di diritto, da chi succede nell’ufficio o nell’incarico;
      • Se consigliere eletto, il sostituto sarà indicato dal coordinatore della Commissione CEP o dagli altri organismi o assemblee di cui il consigliere uscente faceva parte.

 

  1. Le Commissioni operative del Consiglio CEP
    • Il Consiglio CEP, per tutta la sua durata in carica, istituisce quattro (4) Commissioni operative che animano secondo il PEPS e la Programmazione educativa-pastorale annuale approvata del Consiglio CEP, i diversi ambienti educativi dell’Opera. Esse sono:
      • La Commissione CEP di Pastorale Giovanile (CPG), coordinata dall’Incaricato dell’Oratorio, è formata dai salesiani e laici che operano ed animano nell’ambiente educativo Oratorio-Parrocchia. La Commissione di PG, insieme alla Commissione di Pastorale degli Adulti, anima l’ambiente dell’Oratorio e Centro Giovanile. In modo particolare la Commissione di PG è attenta alla pastorale giovanile ed alla condizione giovanile nel quartiere Libertà della Città di Bari.
      • La Commissione CEP di Pastorale degli Adulti (CPA), coordinata dal Parroco, è formata dai salesiani e laici che operano ed animano nell’ambiente educativo Parrocchia. La Commissione Pastorale degli Adulti, insieme alla Commissione di PG, anima l’ambiente della Parrocchia – Oratorio Centro Giovanile. In modo particolare la Commissione Pastorale degli Adulti è attenta alla pastorale familiare e degli adulti;
      • La Commissione CEP Culturale (CC), coordinata dall’Incaricato del Laboratorio culturale, è formata dai salesiani e laici che operano ed animano nei seguenti ambienti educativi: Laboratorio culturale “don Bosco”, Biblioteca di quartiere “don Bosco”, Convitto per studenti universitari Michele Rua “CUSMIR”;
      • La Commissione CEP per i Servizi Socio-Educativi (CSE), coordinata dal Direttore salesiano, è formata dai salesiani e laici che operano ed animano nei seguenti ambienti educativi: Centro di Formazione Professionale “CNOS/FAP”; Comunità Educativa per Minori “16 Agosto”; Centro Socio Educativo Diurno per minori “I ragazzi di don Bosco”; Progetti socio-educativi per minori, giovani e famiglie.
    • Le Commissioni CEP costituiscono articolazioni del Consiglio CEP ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti d’indirizzo e di attuazione del PEPS e della Programmazione educativa-pastorale annuale deliberata dal Consiglio CEP, mediante la pianificazione operativa, l’organizzazione, l’attuazione e la verifica dei programmi, progetti ed interventi, attività, incontri inerenti gli ambienti educativi di pertinenza.
    • Il Consiglio CEP, su proposta dei coordinatori delle Commissioni CEP, ne stabilisce il numero e le competenze, determinando la loro composizione numerica con deliberazione adottata nella prima adunanza successiva a quella della comunicazione della composizione del Consiglio CEP.
    • Il coordinatore di ciascuna Commissione operativa del Consiglio CEP:
      • Convoca e coordina mensilmente l’incontro di Commissione, stabilendo l’ordine del giorno;
      • fa redigere e conservare il verbale dell’incontro della Commissione CEP, dando una copia al Direttore salesiano;
      • attua per gli ambienti di pertinenza: la Programmazione educativa annuale e le linee operative approvate dal Consiglio CEP accompagnando i gruppi e le iniziative e coinvolgendo i membri della Commissione;
      • informa mensilmente il Consiglio CEP sulle iniziative, progetti ed attività programmate ed attuate;
      • chiede il parere al Consiglio CEP su eventuali lavori di riqualificazione strutturale da compiersi negli ambienti di pertinenza della propria Commissione.
    • Il Direttore salesiano partecipa di diritto a tutte le riunioni di ciascuna Commissione operativa del Consiglio CEP.
    • Gli incaricati dei settori trasversali di animazione della pastorale giovanile salesiana, in accordo con il coordinatore di Commissione CEP, partecipano almeno due volte all’anno ai rispettivi incontri di Commissioni CEP, ascoltando le istanze dei partecipanti e promuovendo l’animazione del settore di competenza.

 

Sezione III

Le Riunioni del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari  

  1. Convocazione e svolgimento del Consiglio CEP
    • Il Consiglio CEP è convocato mediante comunicazione, fatta dal Direttore salesiano.
    • Nella convocazione sono riportati l’ordine del giorno, il luogo e la data della riunione, l’orario d’inizio e di chiusura della riunione.
    • Le riunioni ordinarie del Consiglio CEP hanno cadenza mensile.
    • Il Consiglio viene convocato straordinariamente dal Direttore salesiano e ogni volta che ne faccia richiesta scritta e firmata dalla maggioranza dei consiglieri.
    • Tutti i membri del Consiglio CEP hanno facoltà di proporre al Direttore salesiano argomenti da inserire nell’ordine del giorno, che ne valuterà l’opportunità.
    • In ogni riunione si darà lettura del verbale dell’incontro precedente, per la sua approvazione.
    • I vari punti dell’ordine del giorno potranno essere introdotti dai relatori designati in precedenza dal Presidente.
    • Il Direttore salesiano può sottoporre alcune conclusioni a votazione – sondaggio.
    • Le votazioni, quando sono fatte, vertono sempre su punti precisi e sono espresse in forma pubblica, per alzata di mano. La votazione con scrutinio segreto è ammessa soltanto nei casi di scelta di persona.
    • Della riunione del Consiglio CEP, il segretario redige un regolare verbale.

 

Sezione IV

Approvazione e successive modifiche

 

  1. Approvazione ed entrata in vigore del Regolamento del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore e del PEPS Redentore.
    • Il presente Regolamento del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari ed il PEPS del Redentore hanno ricevuto il parere positivo del Consiglio CEP Redentore nella seduta del 26.05.2020. Il Regolamento del Consiglio CEP ed il PEPS Redentore sono stati approvati dal sig. Ispettore dei Salesiani dell’Italia Meridionale (I.ME.) nella seduta del Consiglio Ispettoriale in data 14 settembre 2020.
    • Il Regolamento del Consiglio CEP ed il PEPS del Redentore entreranno in vigore il giorno dopo l’approvazione ricevuta da parte del sig. Ispettore dei Salesiani I.ME. e con la pubblicazione sul sito ufficiale del Redentore.
    • Le eventuali successive modifiche al presente testo e al PEPS del Redentore dovranno essere sottoposte al parere vincolante del Consiglio CEP Redentore e trasmesse per l’approvazione al Sig. Ispettore e Consiglio dei Salesiani dell’Italia Meridionale.

 

Abbreviazioni

QdR = Dicastero per la Pastorale Giovanile Salesiana, Quadro di Riferimento. La Pastorale Giovanile Salesiana, Roma 2014

CEP = Comunità Educativa Pastorale

PEPS = Progetto Educativo Pastorale Salesiano

CG = Capitolo Generale

SDB = Salesiano di Don Bosco

FMA = Figlie di Maria Ausiliatrice

TR = Testimoni del Risorto

SCU = Servizio Civile Universale

CPG = Commissione di Pastorale Giovanile

CPA = Commissione di Pastorale degli Adulti

CSE = Commissione per i Servizi Socio-Educativi

CC = Commissione Culturale

RG = Regolamenti Generali

ASC = Associazione Salesiani Cooperatori

ADMA = Associazione Di Maria Ausiliatrice

 

Indice generale

 

Lettera dell’Ispettore salesiano 

Presentazione del Direttore salesiano

  1. Analisi della situazione  
  • Caratteristiche del territorio
  • Caratteristiche della situazione giovanile e linee di intervento 
  • Visioni di futuro 
  1. Identità 
  • La Comunità Educativo Pastorale (CEP)
  • Il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale (Consiglio CEP)
    • La comunità salesiana ed i laici corresponsabili nel Consiglio CEP 
    • Le Commissioni operative del Consiglio CEP 
  • La Consulta della Famiglia salesiana locale 
  • L’Amministrazione 
    • Il ramo onlus 
    • La Consulta per gli Affari Economici ed Organismi collegati 
  1. GLI AMBIENTI EDUCATIVI-PASTORALI
    • Parrocchia Oratorio Centro Giovanile 
    • Centro di Formazione Professionale “CNOS-FAP”
    • Centro Socio-educativo per i minori “I ragazzi di don Bosco” 
    • Comunità Educativa per minori “16 Agosto” 
    • Convitto Universitario Salesiano Michele Rua (CUSMIR)
    • Laboratorio culturale “don Bosco oggi” e Biblioteca di Quartiere “don Bosco”
  1. SETTORI TRASVERSALI DI ANIMAZIONE DELLA PASTORALE GIOVANILE SALESIANA 
  • Movimento Giovanile Salesiano (MGS) 
  • Animazione vocazionale (AV) 
  • Animazione missionaria (AM) 
  • Comunicazione Sociale (CS) 
  • Emarginazione e disagio (EdG)
  • Animazione dello sport
  1. VERIFICA E RIPROGETTAZIONE
  • Verifica annuale 
  • Verifica finale
  1. Regolamento del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale REDENTORE BARI

Sezione I La Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari 

  • Natura ed identità della Comunità Educativa Pastorale (CEP) 

Sezione II – Il Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari 

  • Natura ed identità del Consiglio della CEP 
  • Compiti del Consiglio CEP 
  • Il Presidente del Consiglio CEP
  • Il Segretario del Consiglio CEP
  • I Consiglieri CEP 
  • Durata in carica dei Consiglieri CEP 
  • Cessazione dei Consiglieri CEP
  • Le Commissioni operative del Consiglio CEP 

Sezione III – Le Riunioni del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari 

  • Convocazione e svolgimento del Consiglio CEP 

Sezione IV – Approvazione e successive modifiche 

  • Approvazione ed entrata in vigore del Regolamento del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore e del PEPS Redentore 

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«Oggidì non basta, no, essere buoni per sé medesimi. Non basta visitar Chiese, e recitar corone. Oggi che la società domanda protettori e difensori, abbisogna essere attivi, intraprendenti, operosi. La fondazione di un’Opera salvatrice in favore della Infanzia derelitta, innocente, ed orfana di ambo i genitori, acciocché vada a tempo soccorsa, e strappata alle insidie prepotenti della miseria, e del mondo, già è per coronarsi di consolate successo» (Can. Beniamino Bux, Manifesto dell’arrivo dei salesiani a Bari. Avviso Sacro. Apertura dell’Orfanotrofio Leone XIII, 28 agosto 1905).

 

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Fonti

[1] Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento, Attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia. Gennaio – Giugno 2019, pp. 239-251 in http://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/semestrali/sem/2019/1sem2019.pdf; L’allarme della Dia: “Boss mafiosi sempre più giovani, violenti e social”, in La Repubblica del 13/02/2019, https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/13/news/boss_mafiosi_sempre_piu_giovani_e_social-219020223/

[2] «I mafiosi oggi si collocano all’interno dell’area grigia la quale, così intesa, non è prodotta da un’estensione dell’area illegale in quella legale. Ma c’è una parola che ci dà l’immagine vera: una commistione tra le due aree, cioè l’esistenza di confini mobili opachi tra il lecito e l’illecito». L. Ciotti, Incontro degli studenti del Libertà al Redentore di Bari, Febbraio 2018. Cf anche R. Bindi in Atti parlamentari, Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie…, Doc. XXIII N. 34, 21 dicembre 2017 in http://documenti.camera.it/apps/nuovosito/Documenti/DocumentiParlamentari/parser.asp?idLegislatura=17&categoria=023&tipologiaDoc=documento&numero=034&doc=pdfel

[3] Anche sul fronte della devianza minorile, le statistiche ufficiali sono una fonte che non riesce però a rappresentare né l’universo né l’andamento reale del fenomeno. Vari studi e ricerche hanno infatti dimostrato come per la devianza minorile il rapporto tra reati noti e fenomeno sommerso (il cd. numero oscuro della criminalità) è di circa 1 a 10: il 90% dei comportamenti illegittimi rimane sconosciuto dal punto di vista della giustizia e delle statistiche ufficiali.

[4] Come afferma Vitandrea Marzano, sociologo, ideatore di alcuni progetti socio-educativi del Redentore ed abitante del quartiere Libertà: «Il vero cuore del quartiere perché il Redentore era orfanotrofio, poi è diventato scuola professionale, tutti gli elettricisti sono stati tutti formati dall’istituto professionale del Redentore, oltre che essere con l’oratorio il luogo che si prende trecento ragazzi di strada al Libertà. Quindi praticamente qui c’è la storia del Libertà e tu non puoi progettare la rinascita del Libertà senza considerare quest’anima sociale e identitaria molto forte». L’analisi del territorio ha trovato riscontro nello studio fatto da Di Palma G. (2019), Un presidio socio-educativo in un territorio di frontiera: l’Istituto Salesiano SS. Redentore di Bari, Relazione presentata alla XII Conferenza ESPAnet Italia, Urbino.  

[5] QdR, 109-110. Le Costituzioni Salesiane, n. 47 affermano: “Realizziamo nelle nostre opere la comunità edu­cativa e pastorale. Essa coinvolge, in clima di famiglia, gio­vani e adulti, genitori ed educatori, fino a poter diventare un’esperienza di Chiesa, rivelatrice del disegno di Dio. In questa comunità i laici, associati al nostro lavoro, portano il contributo originale della loro esperienza e del loro model­lo di vita. Accogliamo e suscitiamo la loro collaborazione e offriamo la possibilità di conoscere e approfondire lo spirito salesiano e la pratica del Sistema Preventivo. Favoriamo la crescita spirituale di ognuno … ”.

[6] L’Istituto salesiano Redentore di Bari, seguendo il Magistero e gli orientamenti ecclesiali,le fonti e la tradizione salesiana codificate nelle Costituzioni dei Salesiani di don Bosco, nei Capitoli Generali dei Salesiani di don Bosco  (CG 24; CG25, 79; CG25, 80; CG25, 84; CG25, 142; CG26, 15; CG26, 20; CG26, 96; CG26, 103; CG27, 15; CG27, 19; CG27, 44; CG27, 46; CG27, 69.1; CG27, 70-71), nelle deliberazioni Ispettoriali della Italia Meridionale (CI24, POI, 21-25), e del Consiglio Ispettoriale; le indicazioni del Consiglio della Comunità Educativa Pastorale Redentore di Bari, del Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS) di Bari; collabora, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Ispettore, anche attraverso accordi negoziali o contratti commerciali con enti e associazioni che svolgono la missione educativa con minori, giovani e famiglie secondo lo spirito salesiano di don Bosco ed il sistema educativo preventivo nel rispetto del principio di legalità e solidarietà. I rapporti negoziali e/o contrattuali con associazioni culturali, sportive, associazioni del Terzo Settore e/o enti educativi che operano all’interno dell’Opera salesiana Redentore, sono da intendersi non nella forma della delega ma della collaborazione progettuale e della corresponsabilità tra salesiani e laici che condividono lo spirito salesiano di don Bosco nella missione educativa e che costruiscono la Comunità Educativa Pastorale di Bari attraverso la partecipazione agli organismi comunitari di animazione e partecipazione dell’Opera e la pratica del Sistema Preventivo e nel rispetto delle autonomie previste dalla Legge.

[7] Congregazione per gli Istituto di vita consacrata e le società di vita apostolica, Linee orientative per la gestione dei beni negli Istituti di vita consacrata e nelle Società di vita apostolica, LEV, Città del Vaticano 2014, 12.

[8]Congregazione per gli Istituto di vita consacrata e le società di vita apostolica, Economia a servizio del Carisma e della missione. Boni dispensatore multiformis gratiae Dei. Orientamenti, Roma 2018, 12. L’uomo ed il suo vero bene devono avere un primato anche nell’attività economica come, più ampiamente, nell’organizzazione sociale e nella vita politica. Lo richiamava la Costituzione Gaudium et spes: «L’uomo infatti è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale» (GS, 63), e ribadiva Benedetto XVI: «Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità» (CV, 25).   

[9] Tale condizione ci associa ai poveri che vivono della propria fatica e testimoniamo il valore umano e cristiano del lavoro (Cost. 78) e ci fa compiere l’opzione fondamentale per i giovani, specialmente i più poveri, abbandonati, derelitti, bisognosi, pericolanti. Dall’incontro con i giovani poveri è nata la nostra pedagogia, con le sue caratteristiche di contenuto e metodo, con la figura di un educatore che va oltre il ruolo istituzionale ed è per i giovani amico e padre «Don Caviglia la definisce una “pedagogia per il ragazzo povero”. Dalla situazione dei ragazzi poveri sono state suggerite le iniziative e i programmi che attraversano la nostra storia: l’oratorio, le scuole professionali, il pensionato famiglia». J. Vecchi, Si commosse per loro. Nuove povertà, missione salesiana e significatività, in «Atti del Consiglio Generale» 78 (1997) 359, 3-36.

[10] Francesco, Messaggio ai partecipanti al secondo simposio internazionale sul tema: “Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia degli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica”, Roma (25 novembre 2016).

[11] Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Nota della Santa Sede su finanza e sviluppo alla vigilia della Conferenza promossa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Doha (18 novembre 2008), 3c.

[12] «La composizione di detto organismo può essere anche aperta alla collaborazione di laici e laiche con specifiche professionalità». Congregazione per gli Istituto di vita consacrata e le società di vita apostolica, Economia a servizio del Carisma e della missione. Boni dispensatore multiformis gratiae Dei. Orientamenti, Roma 2018, 12.

[13] Conferenza Episcopale italiana, Orientamenti pastorali 2010-2020. Educare alla vita buona del Vangelo, 23.